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La LILA,
Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS, denuncia
un grave atto di ignoranza e discriminazione
Un nuovo atto di discriminazione umilia le persone
sieropositive all’HIV e preoccupa per l’ignoranza
che ancora oggi circonda le modalità di contagio
e le precauzioni che di prassi qualsiasi medico dentista
è tenuto ad adottare nel suo ambulatorio.
A Parabiago (MI) una persona che ha richiesto una visita
urgente presso uno studio dentistico cittadino (il medico
che lo ha in cura non era raggiungibile), alla sua dichiarazione
di sieropositività, si è sentita rispondere
dal professionista responsabile che non poteva essere
curato in quanto l’ambulatorio non era attrezzato
per una simile eventualità (!), che l’operazione
avrebbe richiesto uno spazio temporale di un’intera
mezza giornata per l’isolamento (!) e la sterilizzazione
(!), di rivolgersi quindi al pronto soccorso o altrimenti
lui gli avrebbe richiesto, in relazione all’elevato
numero di ore di lavoro, un altissimo esborso di denaro.
Ora la LILA, Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS,
si chiede e chiede all’Ordine dei Medici Dentisti:
quali sono le attrezzature, l’isolamento e la
sterilizzazione che necessitano per un intervento a
un paziente sieropositivo all’HIV che non siano
assolutamente le stesse che di diritto dovrebbero essere
fornite a qualsiasi paziente, sano o malato?
Come non essere seriamente preoccupati per le persone
sieropositive (a cui devono essere garantiti i livelli
di assistenza sanitari) ma anche per tutti coloro che
sieropositivi non sono e che rischiano la propria salute
dal momento che alcuni medici dentisti prendono precauzioni
– o rifiutano la propria prestazione - solo quando
hanno la certezza della patologia?
Quanti non dichiarano il proprio stato sieropositivo
(all’HIV, ma anche all’epatite, ecc.) per
paura delle reazioni del dentista stesso? E quante persone
sieropositive inconsapevoli si siedono sulla poltrona
del dentista? È noto infatti che la maggior parte
delle persone sieropositive italiane non sanno di esserlo
perché non c’è la cultura del test
conoscitivo né dell’uso del preservativo.
L’inquietante fatto di Parabiago segnala, da parte
di chi dovrebbe essere professionalmente preparato,
ignoranza, pregiudizio e inaffidabilità.
Chiediamo quindi un intervento pubblico dell’Ordine
dei Medici Dentisti che espliciti in maniera ferma,
cosa s’intenda fare per garantire che situazioni
come queste non si verifichino mai più.
Per informazioni: Anna Lia Guglielmi
Ufficio Stampa Lila Nazionale
tel. 011 4310922 - cell. 348 0183527
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