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Il medico
sportivo della Juve scoperchia un calderone e, suo malgrado,
invita tutti a riflettere.
Grande clamore e titoli ad effetto sulle pagine sportive
dei giornali: si parla di tabù infranto e di
sconcertanti rivelazioni, ma la realtà dei fatti
è: la Juventus, attraverso il capo del suo staff
medico rivela di aver violato la legge che vieta di
sottoporre dei lavoratori al test per l’HIV e,
per giustificare la cosa, si lancia in una serie di
dichiarazioni, queste sì sconcertanti, per giustificare
l’accaduto con argomentazioni molto poco scientifiche
e altamente disinformative.
Andiamo per ordine. Durante uno dei tanti procedimenti
aperti dallo stakanovista procuratore di Torino Raffaele
Guariniello, il dottor Riccardo Agricola ammette di
aver sottoposto i calciatori bianconeri al test per
l’HIV.
Alle domande del pubblico ministero Sara Panelli, che
gli ha chiesto perché in passato la Juventus
abbia sottoposto i giocatori ai test Hiv (vietati dallo
Statuto dei Lavoratori, secondo l'accusa, ma leciti
secondo la difesa) Agricola ha risposto che il problema
dell'Aids è piuttosto sentito nel calcio, sport
in cui i contatti fisici fra gli atleti sono inevitabili.
Non contento della rivelazione terroristica, che includerebbe
tra i comportamenti a rischio di contagio HIV il giocare
a calcio con altri giocatori dei quali non si conosce
lo stato sierologico, il dottor Agricola, per rafforzare
le proprie argomentazioni, rivela del caso di un calciatore
sieropositivo che giocava da professionista in una squadra
del sud.
Complimenti al dottor Agricola, quindi, per la professionalità
dimostrata, per la scientificità delle argomentazioni
e per la competenza adeguata al suo ruolo di dirigente
dello staff medico di un’importante società
!
Complimenti alla Società bianconera, che da
sempre mena vanto e millanta di essere una squadra riconoscibile
per il suo stile, che poi sarebbe lo stile di casa Agnelli,
casato famoso per il rispetto e la tutela dei diritti
dei propri lavoratori.
E complimenti alla stampa nazionale, per la quale il
fatto che possano esistere dei calciatori sieropositivi
o in aids è una notizia da prima pagina e un
fatto sorprendente, perché si sa, i sieropositivi
sono tutti froci o tossici, pazienza i tuffatori o i
ballerini, ma tale malattia non può annidarsi
anche in un ambiente come quello calcistico, così
maschio, così sano, così salutare, così
al di sopra di ogni sospetto: gli eroi son tutti giovani
e belli.
Che delusione, per i ragazzini che alla domenica vanno
a divertirsi allo stadio spaccando tutto, scoprire che
ci possono essere dei calciatori sieropositivi, che
choc pensare che l’aids non discrimina (e non
urla buuuuuh all’indirizzo dei calciatori di colore....)
ma può colpire tutti, anche questi emblemi della
mascolinità etero!
Franco Mittica
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