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La LILA Nazionale
lancia in un comunicato stampa una denuncia sulla situazione
insostenibile delle persone sieropositive in carcere.
Qualcuno batta un colpo…
La LILA, da anni coinvolta nei temi specifici della
detenzione di persone sieropositive all'HIV, esprime
solidarietà alle persone detenute in carcere
e denuncia i gravi ritardi del sistema penitenziario
in Italia e chiede un trattamento sanitario compatibile
con la condizione di sieropositività.
Da giorni la protesta nelle carceri si diffonde e non
si assopisce. Uomini stipati nelle celle come in allevamenti
intensivi, bambini imprigionati con le loro madri che
invece potrebbero usufruire della detenzione domiciliare
o del differimento della pena, malati in AIDS conclamato
che neppure possono essere ricoverati in ospedale. Ma
che società civile è mai questa?
La LILA, Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS,
da anni coinvolta nei temi specifici della detenzione
di persone sieropositive all'HIV, esprime la sua solidarietà
e denuncia i gravi ritardi del sistema penitenziario
in Italia e chiede un trattamento sanitario compatibile
con la condizione di sieropositività. Inoltre
nuovamente sottolinea che:
- la legge sull'incompatibilità tra Aids e
carcere (legge 231/99) continua ad essere spesso ignorata.
Molti detenuti riconosciuti come incompatibili con
la detenzione vengono reclusi nei Centri Clinici interni
alle carceri, dove però non ricevono l'assistenza
sanitaria adeguata.
- il decreto legislativo (22 giugno 1999) che ha stabilito
il trasferimento - in forma sperimentale e solo per
poche Regioni - delle funzioni sanitarie svolte dall'amministrazione
penitenziaria al servizio sanitario nazionale dovrebbe
finalmente passare dalla fase di monitoraggio, non
ancora terminata per i ritardi regionali, a quella
di una completa trasformazione in tale direzione per
tutto il territorio nazionale.
- la decisione del ministro di Giustizia Roberto Castelli
di abbassare (circa del 35% complessivo) l'esborso
pubblico sanitario nei penitenziari va a colpire in
modo drammatico soprattutto le persone HIV+ e in Aids,
già abbastanza penalizzate dalla malattia stessa
e dalla reclusione. Lila auspica quindi che le forze
democratiche, l'associazionismo, le autorità
politiche più sensibili facciano sentire la
propria voce e chiede che siano verificate al più
presto le condizioni di vivibilità dei Centri
Clinici interni ai penitenziari.
Anna Lia Guglielmi
Ufficio Stampa LILA Nazionale
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