AIDS – Discriminazioni sul lavoro

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della LILA che denuncia insieme alla CGIL un ennesimo atto di discriminazione basata sulla sieropositività di una persona: quando l’intolleranza e la stupidità continuano ad andare a braccetto.

Roma, 11 febbraio 2003.
La LILA, Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS, e il Dipartimento Welfare della CGIL Nazionale denunciano l’ennesimo attacco contro i diritti del malato e la tutela del lavoro e della privacy.

Pochi giorni fa ha fatto scalpore la notizia di un giovane marittimo licenziato per non aver voluto dichiarare la propria sieropositività all’HIV ai suoi colleghi come richiestogli dal datore di lavoro: ma non è che una goccia nel mare dei soprusi quotidiani di questo genere che non assurgono al ruolo di “notizia”.
La LILA e il Dipartimento Welfare della CGIL Nazionale denunciano questa prevaricazione come l’ennesimo atto di disprezzo per i diritti del malato e delle persone sieropositive in particolare.
Non è infatti un mistero che in Italia vi sia una continua ed incontrastata richiesta di sottoporsi al test da parte di datori di lavoro che mai dovrebbero avanzare simili pretese. Ovviamente se una persona in cerca di lavoro rifiuta di sottoporsi al test non viene assunto, se risulta sieropositivo da dipendente dovrà lottare contro il licenziamento.
Il diritto alla privacy viene continuamente violato e la legge 135/90 in materia di tutela dei lavoratori e delle lavoratrici è ignorata.
Chiediamo quindi alle istituzioni di prendere atto della situazione e di rivolgere una nuova attenzione al problema: che valore ha e come può essere rispettata questa legge se non sono previste sanzioni per chi trasgredisce?

  Per informazioni: Giuseppe Bortone – Dipartimento Welfare CGIL Nazionale tel. 06 8476529
Anna Lia Guglielmi - Ufficio Stampa Lila Nazionale tel. 011 4310922-cell. 348 0183527.
 
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