Resoconto
delle giornate di Bangkok da parte della rappresentante
della LILA
Arrivando a Bangkok si viene sommersi dai manifesti
che annunciano la XV conferenza mondiale contro l’AIDS.
Il luogo della conferenza mondiale che si svolge ogni
due anni non è mai casuale e quest’anno
- per la prima volta – è stata organizzata
in un paese del Sud-Est Asiatico. Questo significa che,
dopo anni in cui la vera emergenza sembrava essere solo
il continente africano, nuovi paesi (come Cina, Cambogia
e molti altri dell’Est Europa) sono in ginocchio
di fronte a questa pandemia.
”ACCESS FOR ALL” e il tema di questa quindicesima
conferenza, un tema forte e non equivocabile che afferma
che non si può vincere nessuna battaglia contro
l'AIDS se non si garantisce a tutti l’accesso
alle conoscenze e alla prevenzione, ma soprattutto ai
trattamenti per le persone ormai già sieropositive
all’HIV.
Alle 14 partecipo al simposio organizzato dall'OMS
sul programma per l’accesso ai trattamenti lanciato
alla scorsa conferenza di Barcellona: “3 by 5”,
3 milioni di persone in trattamento entro il 2005.
Jim Yong Kim, direttore del dipartimento dell’OMS
nel settore AIDS, durante il suo intervento non nega
la difficoltà organizzativa e burocratica che
il “3 by 5” ha incontrato nei primi anni,
ma spiega che negli ultimi 6 mesi la macchina organizzativa
è stata avviata e la maggioranza degli obiettivi
prefissati per giugno 2004 sono stati raggiunti. Attualmente
l’OMS lavora in sinergia con il Global Found,
la Banca Mondiale e UNAIDS.
Per le 16 l’appuntamento della società
civile è a un chilometro dalla Conferenza per
una marcia organizzata dal Thai Drug Users Network e
da altre associazioni thailandesi. Circa mille persone
tra sexs workers, tossicodipendenti attivi e attivisti
anche occidentali marciano insieme gridando e rivendicando:
accesso al metadone, alle siringhe pulite, ai preservativi
e ai farmaci antiretrovirali. Sono loro i veri protagonisti
della Conferenza che si svolge in un paese dove dall’inizio
del 2004 sono stati uccisi dalla polizia più
di 2000 tossicodipendenti attivi. Sono stati uccisi
per la strada, in una “guerra alla droga”
dichiarata e portata avanti dal governo thailandese
nella quale però, come spesso accade, a farne
le spese sono solo i consumatori finali.
Alle 19, con l'opening ufficiale, Joep Lange (presidente
dello IAS) dichiara aperta la conferenza. Lo segue il
primo ministro thailandese che - nel bel mezzo del suo
discorso sul programma del governo - viene contestato
pacificamente dal Thai Drug Users's Network. Cinquanta
persone si alzano in piedi con cartelli con scritto
“Clean Needles NOW!” e “Stop the War
on Drug Users” e gridando “methadone now!”.
Io ed altri attivisti occidentali siamo fra loro, per
dimostrare la nostra solidarietà. Sono orgogliosa
di esserci. La loro battaglia è stata la nostra
battaglia non molti anni fa, ora per noi italiana si
tratta di difendere quello che è stato conquistato
con quella lotta. È solo successivamente, con
il discorso di Kofi Annan, che gli attivisti si siedono
regalando anche qualche applauso.
Iniziano i lavori ufficiali della conferenza
Il programma scientifico e diviso in 5 tracce:
1. traccia A - Scienza di base: tratta la patogenesi
del virus, immunologia e risposta immunitaria, replicazione,
nuovi farmaci, vaccini
2. traccia B - Ricerca clinica, studi clinici, trattamenti
3. traccia C - Epidemiologia, prevenzione
4. traccia D - Problemi sociali ed economici
5. traccia E - Politiche e strategie da effettuare
Tutte le giornate prevedono una plenaria comune con
relazioni orali e a seguire sessioni parallele sulle
5 tracce del programma. Sempre in parallelo vi sono
sale di esposizione per i poster, simposi satellite
NON commerciali e commerciali.
ONG e persone sieropositive e network continentali
e mondiali sono numerosissime.
Sono soprattutto a carico loro i numerosissimi Skills
Building Program che in pratica sono dei seminari di
formazione con focus su conoscenza ed abilitazione della
community alla costruzione di progetti di intervento
su ogni tema possibile.
Come sempre è presente una PWA lounge dove le
persone sieropositive possono riposarsi, avere discussioni
informali e mangiare gratuitamente e beneficiare di
un massaggio tailandese
Tutto il programma sia politico sia scientifico ha
in comune un focus particolare sui paesi in cui più
di altri l’infezione e una vera e propria emergenza
sociale e sanitaria e dove non vi e ancora accesso ai
trattamenti.
Rispetto ai trattamenti - guardando il programma -
le cose più interessanti sono per esempio i risultati
degli studi clinici su farmacocinetica-interazioni tra
farmaci antiretrovirali e farmaci per la cura della
TBC. Nei paesi in via di sviluppo la TBC e quasi sempre
associata all’AIDS ma il problema e che queste
due terapie interagiscono in modo sostanziale fra di
loro e quindi è assolutamente necessario studiare
queste interazioni nella pratica clinica.
Inoltre molti lavori comprendono anche i farmaci generici,
e la policy sui prezzi.
Sulla prevenzione - essendo la 15° conferenza ma
la prima in un paese del Sud-Est asiatico - il focus
è su sex workers, drugs users, trasmissione materno
fetale, stigma associato alla malattia.
Rispetto alla pressione della community e della società
civile sui governi e sulla comunità scientifica,
come si era già intuito nella marcia di ieri
delle ONG, il focus (oltre che sull’accesso universale
ai trattamenti e ai finanziamenti non ancora versati
dai vari Governi al Fondo Globale) è rivolto
alla RDD e ai diritti umani delle persone con HIV e/o
tossicodipendenti o sex workers. Questi diritti qui
nel Sud-Est asiatico sono inesistenti.
Le parole d’ordine degli attivisti di tutto il
mondo riuniti a Bangkok sono: “DOVE SONO I 10
BILIONI DI DOLLARI PROMESSI AL FONDO GLOBALE”;
“METADONE”, “SIRINGHE PULITE”,
“PRESERVATIVI”.
Ieri sera è stata scritta una petizione (firmata
anche dalla LILA) a sostegno dei 15 attivisti cinesi,
che sono a Bangkok ma non hanno avuto l’accesso
all’interno della conferenza. Hanno ricevuto anche
forti pressioni (minacce) dai rappresentanti del loro
governo, qui presenti, per aver dato visibilità
durante la marcia e prima dell’opening ufficiale
all’atteggiamento di negazione che il governo
cinese perpetua sull’HIV/AIDS e sulla persecuzione
(carcerazione) delle PWA in Cina.
La plenaria di oggi ha avuto come argomento ACCESSO
ALLE RISORSE commitment/accountability.
La prima relazione a cura di K.Stanecki (UNAIDS) mostra
i dati allarmanti della crescita dell’infezione
sia tra i tossicodipendenti che per via sessuale qui
nel Sud-Est asiatico e soprattutto in Thailandia, Cina,
Vietnam con le seguenti proiezioni virtuali delle infezioni
future.
Dal 2001 al 2003 si sono avuti 1.000.000 di nuove infezioni
Mediamente in tutto il Sud-Est asiatico non più
del 30% dei/delle sex workers usa il profilattico, ma
la percentuale cala drasticamente se si parla di Cina
e Cambogia.
La proiezione del virtuale dice che non si cambia strategia
- ma è corretto ricordare che la Thailandia nell’ultimo
biennio ha condotto campagne di sensibilisazione e di
distribuzione dei profilattici che hanno dato ottimi
risultati – nel 2030 il 5% della popolazione del
Sud-Est asiatico sarà sieropositiva.
Nel pomeriggio ho seguito la sessione su CLINICAL TRIAL
che comprendeva studi in monoterapia col Kaletra. Sono
stati riportati i dati a 96 settimane su T-20, su alcune
nuove molecole e di interventi su lipodistrofia ed atrofia
facciale. Niente di particolarmente interessante e di
nuovo.
Scorrendo il programma scientifico che interessa a
noi occidentali, mi pare che non ci sia niente per cui
spendere molto tempo.
Nel pomeriggio si svolge una contestazione interna
a sostegno del Fondo Globale: cartelli enormi con le
facce di Bush e amici vengono inondate di vernice rossa.
C’e anche quella di Berlusconi perché e
arrivata la notizia che - inclusa nella manovra economica
post-Tremonti - sembra ci sia il taglio del contributo
italiano al Fondo Globale.
Alle 18 finalmente inizia un interessantissimo simposio
organizzato dal Forum for CollaborativeHIV Reserche:
“Women e HIV / Reserche direction”.
Il forum è composto da varie e note ricercatrici
indipendenti ed esponenti di ONG con il supporto di
fondazioni, aziende farmaceutiche. In collaborazione
con EMEA e FDA lavorerà in pianta stabile sulla
ricerca e il genere.
Le presentazioni della giornata su ricerca sia sociale
che clinica:
- Uno studio (che sta iniziando) di profilassi contro
HIV con tenofovir 300mg una volta al giorno condotto
in Cambogia, Thailandia, Africa, USA su sex workers
e che durerà un anno
- Interventi di prevenzione che prevedono empowerment
su violenza sessuale e domestica e abilitazione a contrattare
sesso sicuro con microcredito per autoorganizzazione
delle donne condotti in Africa
- Programmi di interventi di cura e prevenzione rivolti
alle donne in situazioni di guerre/conflitto e post
conflitto. In questo intervento si sono mostrati alcuni
progetti per il Ruanda dove, dopo il genocidio, la prevalenza
dell’HIV nelle persone sopravissute e arrivata
al 12%
Tutte le presentazione saranno
disponibili su www.hivforum.org
Per finire alle 20 ho partecipato a un meeting organizzato
da GNP+ (Global Network People With Live HIV AIDS) sul
tema: Health and Human Rights of HIV People Drug Users.
C’erano rappresentanti di GNP+ di India, Nepal,
Russia, USA, Italia. È stato aperto da Pieter
Piot (segretario di UNAIDS) che ha rimarcato l’importanza
del coinvolgimento dei consumatori e delle ONG su questo
tema.
Ma il razionale di questo meeting si può sintetizzare
con il discorso del chair del meeting e membro storico
di GNP+: attualmente - con la pandemia ben visibile
e in crescita esponenziale in paesi produttori di sostanze,
e con la sconfitta evidente e definitiva della “War
on Drug” voluta dall’amministrazione statunitense
ma supportata dalle Agenzie Internazionali (che ha prodotto
solo il peggioramento delle condizioni di vita dei drugs
users dei paesi economicamente depressi o con regimi
totalitari) - il nostro lavoro deve comprendere necessariamente
RDD e diritti per drug users.
È importante che i/le consumatori/rici di sostanze
- sieropositivi e non - trovino spazio e siano rappresentati
all’interno dei network storici e delle coalizioni
degli attivisti di tutto il mondo portando le loro questioni
aperte, che sono anche le nostre.
Alessandra Cerioli
Rappresentante LILA
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