Entro il
2010 i cinque paesi avranno 50/75 milioni di malati
Problemi economici, politici e militari. Necessaria
una svolta.
Il National Intelligence Council, una struttura collegata
alla Cia, ha rivelato che in cinque paesi tra i più
popolosi del mondo il forte aumento dei casi di Aids,
ormai rappresenta una potenziale minaccia per la sicurezza
regionale e anche per quella degli stessi Stati Uniti.
I cinque paesi in questione - Cina, Etiopia, India,
Nigeria e Russia - la cui popolazione complessiva è
pari al 40% di quella mondiale, entro il 2010 registreranno
il più alto numero di persone affette da Hiv
di qualsiasi altro gruppo di cinque paesi al mondo.
Le persone colpite dal virus passeranno dagli attuali
14-23 milioni di casi conclamati a 50-75 milioni. L'agenzia
mette in evidenza che la diffusione dell'epidemia rischia
di incidere seriamente sulla struttura economica, sociale,
politica e militare di ciascuno dei cinque paesi. Nella
conferenza stampa di presentazione delle parti del rapporto
che la Cia ha ritenuto di rendere pubbliche, David F.
Gordon, funzionario dell'agenzia e autore della ricerca,
ha precisato che la diffusione dell'epidemia potrebbe
drasticamente modificare le priorità di spesa
dei singoli paesi, elevando i costi per l'assistenza
sanitaria e conducendo ad una sensibile penuria di militari.
Gordon ha per esempio illustrato come l'epidemia di
Aids in Russia getti nuova luce su come quel paese stia
vivendo l'era post-sovietica. Nel rapporto si legge
infatti che oltre un terzo delle future reclute delle
forze militari russe sono considerate inidonee all'arruolamento
perché sieropositive o affette da epatite cronica
contratta in seguito all'uso di sostanze stupefacenti.
Anche in Nigeria, tra i più importanti produttori
di petrolio, le conseguenze sarebbero devastanti: lì,
infatti, l'epidemia di Aids potrebbe scatenare tensioni
politiche che indebolirebbero il ruolo nigeriano nel
mantenimento della pace in Africa per conto dell'Onu.
Eppure i vertici nigeriani sono stati i più efficienti,
tra quelli dei cinque paesi in questione, nel cercare
di diffondere informazioni sull'Aids, arrivando a mettere
in guardia l'opinione pubblica sui rischi di "estinzione"
della popolazione africana. Nel rapporto si legge che
"l'esercito nigeriano, preoccupato per la forte
perdita di personale altamente specializzato a causa
dell'Aids ha introdotto uno specifico corso per educare
i soldati a prevenire la malattia". In Etiopia
molti soldati hanno contratto il virus durante la guerra
civile degli anni '80, avendo rapporti sessuali con
molteplici partner. Nel 1991, a guerra terminata, migliaia
di soldati e di prostitute hanno fatto ritorno alle
loro case, diffondendo il virus e l'Aids nei villaggi
e nelle città, e la minaccia del contagio è
andata pericolosamente aggravandosi.
Il rapporto specifica che sebbene Cina, India e Nigeria
stiano iniziando a dare sempre maggiore importanza a
questa minaccia, tutti i cinque paesi necessitano entro
il 2010 di effettuare "drastici cambiamenti di
priorità" per controllare l'evolversi delle
epidemie, poiché la malattia ha già preso
una svolta significativa, i servizi sanitari sono del
tutto inadeguati e il costo dei trattamenti necessari
e dei corsi per la prevenzione starebbero diventando
proibitivi. Gordon ha spiegato che una copia del rapporto
è stata consegnata circa due mesi fa a ciascuno
dei cinque paesi per aiutarli a combattere le epidemie
in corso.
Nei vari paesi l'epidemia è a differenti livelli
di sviluppo, ma in tutti è sempre ad uno stadio
inferiore a quello riscontrabile nelle aree più
colpite dell'Africa centrale e meridionale. Nei cinque
paesi considerati, i comportamenti sessuali a rischio
sono sicuramente il principale motore dell'epidemia,
ma le modalità di diffusione sono molto diverse
tra loro. Mentre infatti in India l'Hiv dilaga attraverso
rapporti eterosessuali, in Cina il diffondersi dell'epidemia
è dovuto a lavoratori migranti infetti, e in
Russia alla frequente liberazione per amnistia di prigionieri
infetti e all'aumento della prostituzione.
Per compilare il rapporto, la commissione americana
ha utilizzato le informazioni fornite dalle organizzazioni
governative e non governative dei cinque paesi e ha
fatto ricorso ad esperti di Aids e ad altri scienziati
fuori e dentro gli Usa, ma non ha collaborato direttamente
con i cinque governi in questione.
Non è la prima volta che la Cia si occupa dell'Aids
e delle sue conseguenze. Il National Intelligence Council
è dalla fine degli anni '80 che elabora questo
genere di studi. E nel '99 la Casa Bianca dichiarò
l'epidemia di Aids una minaccia per la sicurezza nazionale.
Lo studio appena pubblicato su cinque casi specifici
completa il quadro delle ricerche svolte nell'arco di
vent'anni.
Lawrence K. Altman
Traduzione di Anna Bissanti
Copyright New York Times/la Repubblica
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