Condannato
per aver contagiato con il virus HIV diverse partner.
Eccolo subito sbattuto in prima pagina…
Oggi sui quotidiani è stata riportata la notizia
di un giovane extracomunitario accusato di aver contagiato
una decina di donne avendo avuto con loro rapporti sessuali
non protetti pur sapendo di essere sieropositivo all’HIV.
La Procura di Aosta ha addirittura chiesto che fosse
stampata la sua fotografia così che eventuali
altre donne riconoscendolo “lo possano denunciare
e iniziare i controlli sanitari su loro stesse”.
Riteniamo estremamente grave l’operato e chiediamo
che il Garante della Privacy intervenga urgentemente
in quanto non è dato che siano rese pubbliche
le generalità e la fotografia di una persona
specificando nei particolari le sue condizioni sanitarie.
Tale comportamento ci appare infatti altamente lesivo
nei confronti del ragazzo stesso che nel proprio futuro
sarà immediatamente identificato come portatore
di una patologia che ancora oggi, nonostante la legge
135/90, è causa di numerosi episodi di discriminazione.
A nostro parere non vi è dubbio che il comportamento
della Procura è in palese contrasto con quanto
previsto dalla legge sull’Aids 135/90 articoli
n 5 comma 4: “La comunicazione di risultati di
accertamenti diagnostici diretti o indiretti per infezione
da Hiv può essere data esclusivamente alla persona
a cui tali dati sono riferiti”. oltre che con
la specifica legislazione sulla privacy. Non è
possibile che si possa decidere di trasgredire la legislazione
vigente in nome di una generica “tutela della
salute pubblica”.
Inoltre , a oltre vent’anni dalla comparsa del
virus Hiv, in Italia tutti sanno che i rapporti sessuali
non protetti sono a rischio di contagio e questo significa
che – pur condannando il comportamento di chi
sapendo di essere sieropositivo non protegge sé
e gli altri – non possiamo che ribadire il principio
che chiunque abbia rapporti senza profilattico se ne
assume comunque tutte le responsabilità.
Infine, l’enfatizzazione del collegamento tra
il rischio della diffusione del virus dell’Hiv
e il mondo della prostituzione diffonde la falsa convinzione
che tutti coloro che non frequentano tale realtà
siano automaticamente al riparo dall’infezione;
in tal modo si facilita l’abbandono di comportamenti
sessuali protetti.
Ben altre erano le modalità con cui si sarebbe
potuto avvisare la popolazione della necessità
per chi avesse frequentato il ragazzo sieropositivo.
Milena Orioli
LILA Piemonte
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