Allievi del
“Moro” realizzano un cd contro i rischi
del virus HIV. Il compact verrà distribuito in
tutti gli istituti della regione…
Si sono inventati attori da fotoromanzo, alle prese
con un copione che ha poco a che vedere con il patinato
mondo delle soap opera. I ragazzi dell’Istituto
“Aldo Moro” di Rivarolo non sono a caccia
di fama e successo, hanno invece preso un impegno che
ben presto li ha trasformati in autentici testimonial
della lotta contro l’Aids. Sono i protagonisti
di sketch che raccontano la vita dei loro coetanei,
tra pregiudizi e interrogativi legati al sesso e alla
trasmissione del virus dell’Hiv, scene contenute
in un compact disc destinato a tutte le scuole della
regione.
Il lavoro prodotto al “Moro” che ha già
ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale,
è frutto di un progetto realizzato con partner
d’eccezione: Anlaids Piemonte, i mnedici dell’ospedale
Amedeo di Savoia e della clinica universitaria malattie
infettive di Torino, con il patrocinio di Regione, Provincia
e città di Torino.
Lo strumento scelto per divulgare informazioni sulla
prevenzione non è casuale: “attraverso
il computer si può facilmente far presa sui nostri
coetanei. E poi forniamo notizie in maniera acattivante
e mai noiosa”, è il messaggio dei sedici
ragazzi dell’indirizzo tecnico che ne dettaglio
del progetto sono definiti “educatori dei loro
pari età”. Compaiono in una sequenza di
strisce e trattano temi che spaziano dalla paura per
la trasmissione del virus e per le categorie a rischio
come comportarsi in caso di rapporti occasionali. Il
tutto a portata di mouse. E le nozioni non arrivano
dalle enciclopedie mediche: per un lavoro destinato
ad essere diffuso su larga scala serviva la consulenza
di esperti del settore in grado di fugare anche i dubbi
più insistenti. Per questo motivo i dottori Anna
Lucchini e Ivan Dal Conte dell’ospedale Amedeo
di Savoia hanno seguito l’iniziativa fin dal principio.
“È il risultato di un percorso educativo
che all’Isist avevamo iniziato già nove
mesi fa – spiega Mirella Magliano, delegata alla
salute per l’Isist, la docente che ha coordinato
il progetto – qui abbiamo sempre sostenuto che
la scuola non deve trasmettere soltanto la cultura del
sapere, ma anche la cultura della vita”. Ma le
polemiche per la maniera esplicita con la quale si tratta
la questione sesso e Aids sono dietro l’angolo:
“È già successo per un depliant
che avevamo realizzato tempo fa – spiega la professoressa
Magliano – ancora una volta ci aspettiamo critiche
negative da parte di quegli adulti che si fanno molto
spesso scudo di un falso perbenismo”.
Alessandra Ballesio
Tratto da “La Stampa”
del 30/12/2004
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