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Dopo anni
di discussioni a Rovereto il centro destra affonda l’ipotesi
di un registro delle unioni di fatto. La presa di posizione
della locale Arcigay…
Nel luglio del 2003, dopo un mese di riunioni, discussioni
e conferenze stampa, finalmente era approdata in Consiglio
Comunale di Rovereto la mozione (presentata dal Consigliere
Paolo Cova) per l’istituzione del registro delle
unioni civili. I presidenti delle Associazioni Provinciali
ArciLesbica e ArciGay Trentino parteciparono alla presentazione
della mozione con un loro intervento in Consiglio Comunale
(partecipazione autorizzata da una votazione dei Consiglieri
Comunali, visto che il Regolamento Comunale non prevede
audizioni esterne), in quanto parte esperta in questa
materia: chi meglio di gay e lesbiche conosce la discriminazione
subdola del “non essere previsto/a” e quindi
del “non esistere? La mozione
aveva ottenuto, anche trasversalmente, la maggioranza.
Sembrava che i Consigliere avessero capito che era una
questione di civiltà, di diritti civili, del
diritto di cittadinanza pieno per tutti e tutte. La
stesura del regolamento (che doveva avvenire entro sei
mesi) fu affidato alla Commissione Politiche Sociali
(seppur noi chiedemmo una commissione ad hoc). Ora dopo
un anno e 4 mesi senza aver concluso niente, pare che
alcuni Consiglieri del Comune di Rovereto (sorpresa!!
del centro-destra), che pur avevano fatto dichiarazioni
di voto positive e di conseguenza votato favorevolmente
la mozione, non siano più d’accordo Il
da loro citato presunto attacco alla famiglia, il voler
favorire le coppie omosessuali a scapito della famiglia,
risultano argomenti pretestuosi che non tengono conto
dei fatti di come si era svolta la votazione.. La discussione
in Consiglio c’è stata, anche su omosessualità
e chiesa (secondo la ben nota regola della laicità
delle Istituzioni, che debbono rappresentare tutti i
cittadini e le cittadine!!).
È utile ribadire che il registro delle unioni
civili non può cancellare le discriminazioni
verso le coppie che non hanno a disposizione alcun tipo
di istituto giuridico che regoli la loro convivenza
(omosessuale o eterosessuale che sia).A questo punto
quando si leggono le dichiarazioni sopra citate viene
da chiedersi, ma i Consiglieri che hanno votato favorevolmente
c’erano? Dormivano? O che altro? Come possono
non aver capito la mozione? Era scritta in italiano!Il
Registro è servito anche per creare discussione
/
dibattito nella cittadinanza e per stanare coloro i
quali non hanno nessun problema nel discriminare, nel
negare tutte le problematiche connesse alla visibilità
di gay e lesbiche. Se non sei visibile non esisti e
quindi non sei portatore di diritti. Vi sembra così
poco?. Era un’opportunità per la città
dei diritti umani e della pace. Peccato. Arriveremo
direttamente ai Pacs (i PAtti Civili di Solidarietà,
proposta di legge nazionale presentata e già
calenderizzata in parlamento dai DS), con l’Italia
che è l’ultima a riconoscere la necessità
di regolare una realtà che esiste (omosessuali
gay e lesbiche in coppia, separati e separate in una
nuova coppia, nel più completo vuoto legislativo).
Gay e lesbiche non vengono considerati dallo Stato Italiano,
gay e lesbiche non godono della piena cittadinanza,
anche il Consiglio Comunale di Rovereto ha dimostrato
di non sapere interpretare la realtà della Società,
eppure da tutta Europa ci arrivano segnali molto precisi.
Qui si tratta di diritti, di tutela della parte più
debole nella coppia, di riconoscere la volontà
di una persona di costruire una vita con un compagno,
una compagna e di tutto ciò che ne segue (diritti
e doveri).
Abbiamo anche dovuto leggere per l’ennesima volta
“gli omosessuali contro la famiglia”. Se
questa frase significa contro la famiglia intesa nel
senso patriarcale la risposta è positiva. Se
intendiamo la famiglia come luogo di incontro di persone
alla pari che si amano e che vogliono costruire una
vita assieme, come formazione sociale dove le persone
esprimono la propria personalità è come
dire “gli omosessuali contro se stessi”.
Gay e lesbiche non nascono sotto i cavoli e nemmeno
vengono portati dalle cicogne. Gay e lesbiche fanno
parte di una famiglia. Voi famiglia, genitori, padri
e madri di omosessuali, pensate che i vostri figli,
le vostre figlie siano contro di voi?
Se invece il concetto di famiglia è quello fondamentalista
basato sul matrimonio cattolico, come potrebbero gay
e lesbiche nuocere a questa istituzione?Non ha nessun
senso e nessuna evidenza nella realtà dare la
“colpa” della modifica dei valori che questa
Società sta compiendo a noi omosessuali. NON
USATECI PER LA VOSTRA CAMPAGNA ELETTORALE RAZZISTA E
OMOFOBA.
Michele Roner
Presidente Arcigay Trentino
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