Intervista
alla deputata liberal democratica olandese Melena int’Veld,
una delle più accanite contro la nomina di Buttiglione
«Dico subito una cosa: non sono omosessuale,
ma mi batto per i diritti di gay e lesbiche. Aggiungo:
non ho nulla contro i cattolici, mio marito è
cattolico, ma questo fa parte della mia vita privata».
L’europarlamentare Sophia Helena in’t Veld,
olandese, 41 anni appena compiuti, fa parte del gruppo
dei liberaldemocratici, nella Commissione Libertà
pubbliche. E’ stata tra le più decise a
incalzare Buttiglione su donne e omosessuali, nella
seduta di martedì 5 ottobre.
Il governo italiano vi accusa di aver
bocciato Buttiglione perché ha parlato da cattolico...
«Un momento, bisogna distinguere
bene. Io non ho nulla contro Buttiglione. Lo considero
una persona intelligente, bravo a comunicare. Parla
tante lingue...».
Però lo avete impallinato con
sei-sette domande di fila sugli omosessuali.
«Il ministro è stato
sincero. Non ha nascosto le sue idee. Legittimo, aveva
tutto il diritto di farlo. Solo che io vorrei vedere
al posto di Commissario per la Giustizia una persona
disposta a impegnarsi in modo attivo contro le discriminazioni.
Con Buttiglione non si avanzerebbe di un centimetro.
Quindi, per quanto mi riguarda, quel portafoglio non
è adatto a lui. Mi sembra legittima anche questa
posizione».
Resta la domanda di fondo: è
una contrapposizione tra laici e cattolici?
«Ho visto le reazioni italiane.
Credo si sia esagerato. Non ce l’ho con i cattolici,
non ce l’ho con il Vaticano. Conosco molti cattolici,
molti protestanti che si battono a favore degli omosessuali,
in tutta Europa, non solo in Olanda. Io contesto, semplicemente,
quello che ha detto Buttiglione nella sua veste di Commissario
designato».
Ma come mai avete fatto domande solo
sui diritti degli omosessuali? Non c’è
stata una parola sui disabili o gli anziani, eppure
anche queste persone sono spesso vittime di discriminazioni.
«Ma perché il punto
con Buttiglione era quello. Lo sapevamo. Pensi che cosa
sarebbe successo se quelle parole sui gay o sul matrimonio
le avesse pronunciate Erdogan. Sicuramente la Commissione
non avrebbe dato il via libera alla Turchia. E allora,
siccome le ha dette un ministro dell’Italia, di
un Paese fondatore, dovremmo stare zitti? Ma no, ma
no».
Esiste nell’Europarlamento la
lobby dei gay?
«Io non sono lesbica e
non faccio parte di associazioni di gay. Mi occupo da
tempo, invece, di questi problemi, perché accadono
cose scandalose. Qui in Europa. Se una coppia di omosessuali
che vive in Olanda o in Belgio si sposta in un altro
Paese dell’Unione Europea perde una serie di diritti
di base, come la pensione, l’assistenza sociale.
Non sono ingiustizie da eliminare queste?»
E Buttiglione non potrebbe impegnarsi
a farlo?
«Ma se voleva togliere
dalla Carta dei diritti europei l’omosessualità,
tra le fonti di discriminazione. Come si fa ad appoggiarlo?».
Giuseppe Sarcina
Tratto da “Corriere della
Sera” del 13/10/2004
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