Esame per Buttiglione

Il neo commissario esaminato dal Parlamento Europeo. Dal Nord attacchi per la sua omofobia

Sotto torchio per più di tre ore, Rocco Buttiglione è riuscito a superare abbastanza agevolmente il primo esame d’ammissione all’”eurogoverno”. Certo, nel corso dell’estenuante audizione, i deputati socialisti, liberali, ”verdi” e comunisti della commissione Libertà pubbliche dell’Europarlamento hanno messo a dura prova la designazione dell’esponente cattolico, cui il quotidiano francese ”Le Monde” dedica oggi un lungo articolo per ricordare che «si tratta di uno dei migliori conoscitori del pensiero di Giovanni Paolo II del quale è stato consigliere e al quale resta molto legato». Ma come hanno osservato Marco Pannella e la capogruppo dei Verdi, Monica Frassoni, «Buttiglione è stato formalmente ineccepibile». Fatto sta che, ricorrendo a citazioni latine e tirando in ballo di volta in volta Socrate, Cicerone, Kant e Max Weber, il commissario designato per la Giustizia e gli Affari interni ha assunto una linea difensiva inespugnabile, perché basata sul rifiuto di ogni discriminazione, sul dialogo e sulla necessità di una più stretta collaborazione tra l’Esecutivo Ue e il parlamento di Strasburgo con l’obiettivo di far avanzare l’Europa.

Buttiglione non è stato messo in seria difficoltà neppure da Lilli Gruber che gli ha chiesto cosa pensasse delle critiche mosse all’Italia dal Consiglio d’Europa e dallo stesso Europarlamento sul conflitto d’interessi e sulla situazione dei media nel nostro Paese. «Non credo che l’Italia debba essere trascinata sul banco degli imputati» ha precisato l’attuale ministro dimissionario delle politiche comunitarie, secondo il quale «esistono in Italia dei reali problemi dal punto di vista del pluralismo, ma questo non soltanto da una parte sola», altri partner hanno problemi analoghi e «la liberalizzazione farebbe bene se fosse una liberalizzazione aperta a tutti».

Sempre in tema di anomalie italiane, il ”filosofo” ha detto d’aver parlato col presidente del Senato, Marcello Pera, ottenendo l’assicurazione che il mandato d’arresto europeo sarà ratificato al più presto. Bocciata la proposta, che pur gli era stata attribuita, di creare dei campi di raccolta per gli immigrati sull’altra sponda del Mediterraneo, il futuro responsabile della politica Ue per l’immigrazione ha parlato dell’esigenza di iniziative volte a «sostituire l’immigrazione illegale con quella legale» e che prevedano «anche la concessione della cittadinanza» ed ha ricordato che «l’economia ha bisogno di immigrati che compiano lavori che le nostre popolazioni non vogliono più svolgere».

Quanto all’”emergenza” degli ultimi giorni, il diritto di presentare domanda d’asilo è stato rispettato, gli africani rispediti in Libia «non sono stati espulsi, bensì respinti alla frontiera» e, qualora fossero violate le convenzioni internazionali, egli sarà «un giudice imparziale nei confronti di ogni trasgresssione». Rispondendo alle critiche per aver sostenuto che «l’omosessualità è un peccato ed è indice di disordine morale», Rocco Buttiglione ha affermato che «lo Stato non ha il diritto di ficcare il naso in queste faccende e nessuno può essere discriminato sulla base dell’orientamento sessuale» ed ha concluso che «quando si fa politica non si rinuncia alle proprie convinzioni morali ed io magari penso che l’omossessualità è un peccato e che la famiglia esiste per permettere alla donna di avere figli e di essere protetta dal marito, ma questo non ha una ripercussione sulla mia attività politica».

Se per Antonio Tajani, capo-delegazione di Forza Italia, Buttiglione ha dato «risposte più che convincenti», per il neo-deputato Ds, Michele Santoro, è stato «reticente» sulla concentrazione dei media ed «imbarazzante» sull’omosessualità.

Romano Dapas
Tratto da “Il Messaggero” del 06/10/04

 

 
© InformaGay o dei rispettivi proprietari - per informazioni o segnalazioni: contatti