Sui PACS siamo ancora indietro

Sul tema delle unioni civili “'l'Italia ha ancora una legislazione arretrata'' e ''siamo insieme alla Grecia, all'Irlanda e all'Austria i fanalini di coda nella tutela dei diritti della persona che decide di
convivere, per scelta piu' che legittima, al di fuori del matrimonio tradizionale''.

A dirlo e' l'assessore della Regione Toscana all'attuazione del nuovo Statuto Agostino Fragai, che
interviene in particolare dopo lettera in cui il vescovo di Pistoia monsignor Simone Scatizzi criticava il consiglio comunale per l'istituzione del registro delle unioni civili.
Fragai ricorda che ''il nuovo Statuto regionale, votato da una amplissima maggioranza, ribadisce, all'articolo quattro il valore e la tutela della famiglia, ma allo stesso tempo apre al riconoscimento delle altre forme di convivenza'' e cita i casi di ''anziani rimasti soli che decidono di sostenersi a vicenda, delle coppie omosessuali o di quelle eterosessuali che decidono di non sposarsi. Si tratta di
soggetti portatori di diritti per cui deve essere prevista la possibilita' di estendere alcuni dei diritti tipici del matrimonio, come il diritto di successione, all'assistenza, alle visite ospedaliere o in carcere''.
Fragai ritiene che l'iniziativa di Pistoia ''possa essere considerata in linea con i principi costituzionali che tutelano i diritti universali della persona e perfettamente aderente ai principi del nuovo statuto della Regione Toscana'' e si dice convinto che ''il dibattito sia ormai maturo per dotare anche il nostro Paese di una legislazione al passo con i tempi'' e in questo senso sono ''confortanti
le dichiarazioni del leader dell'Unione Romano Prodi quando afferma che il centro-sinistra sta riflettendo, seppur informalmente, sui Pacs di tipo francese, ispirati ai principi della solidarieta' e del riconoscimento dei diritti civili''.

Tratto da “Asca.it” del 21/07/05

 
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