Il Pacs si discute in Parlamento

È partita l’8 luglio la discussione delle proposte di legge sul PACS

Domani (8 luglio 2004, ndr) prenderà il via la discussione delle 13 proposte di legge sulle unioni di fatto e alle coppie gay. L'argomento, che raccoglie consensi e dissensi trasversali tra i due schieramenti, è destinato da subito a suscitare infuocate polemiche. Un braccio di ferro che vede contrapposti laici e cattolici in composizione trasversale nei due schieramenti e che sostanzialmente si concentrerà attorno a due proposte di legge: una del diessino e presidente onorario dell'Arcigay, Franco Grillini, e l'altra del parlamentare azzurro Dario Rivolta. Eccole...
È previsto per domani, in commissione giustizia alla Camera, l'avvio della discussione delle 13 proposte di legge sulle unioni di fatto e alle coppie gay.

L'argomento, che raccoglie consensi e dissensi trasversali tra i due schieramenti, è destinato da subito a suscitare infuocate polemiche. Un braccio di ferro che vede contrapposti laici e cattolici in composizione trasversale nei due schieramenti e che sostanzialmente si concentrerà attorno a due proposte di legge: una del diessino e presidente onorario dell'Arcigay, Franco Grillini, e l'altra del parlamentare azzurro Dario Rivolta.

La pdl Grillini, sottoscritta da 161 deputati di tutto il centrosinistra, si fonda sulla centralità del "pacs": patto civile di solidarietà, affinchè due persone di sesso diverso o dello stesso sesso possano regolare i rapporti patrimoniali e personali relativi alla loro vita in comune.

La proposta prevede, tra l'altro, il dovere di comportamento secondo buona fede e correttezza, collaborazione alla vita di coppia, contributo alla stessa in ragione delle proprie sostanze e della personale capacità lavorativa, comunione legale o separazione dei beni.
Infine, tra gli altri punti del provvedimento: successione legittima come per i coniugi, agevolazioni fiscali, sovvenzioni e assegni di sostentamento previsti dalle norme vigenti.

La proposta dell'esponente di Forza Italia, Dario Rivolta, che raccoglie i consensi dei laici della Cdl, prevede che il "pacs" regoli quelle forme di convivenza fra due individui, indipendentemente dalle motivazioni che li inducono a convivere. Questo "patto" viene sottoscritto davanti ad un ufficiale di stato civile, ed è modificabile per espressa dichiarazione dei contraenti.
Anche in questo caso il "pacs" contempla l'impegno per i firmatari a portarsi reciproco aiuto in base ai propri redditi, alle proprie sostanze e alle proprie capacità di lavoro.
Tra l'altro è prevista in questo contratto la possibilità del regime di comunione dei beni.

Il "pacs" non attribuisce però ai contraenti, neanche indirettamente, uno status giuridico.
Al di là dei tecnicismi giuridici e dell'articolazione delle diverse proposte di legge, il tema, anche se dati ufficiali non esistono, dovrebbe interessare oltre mezzo milione di persone che oggi convivono in Italia, in alcuni casi con figli, senza alcun tipo di riconoscimento.
In altri paesi come Francia, Spagna, Olanda e Belgio tra "pacs" e legalizzazioni ufficiali, esistono già da tempo riconoscimenti e tutela per le unioni di fatto

Tratto da “Panorama” del 07/07/04

   
 
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