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Andrea Benedino,
portavoce nazionale di GayLeft scrive al candidato premier
del centro sinistra… qualcuno ascolta?…
Caro Prodi,
le tue dichiarazioni di ieri su “matrimonio”
e “famiglia” stanno suscitando una grande
discussione all’interno della comunità
omosessuale del nostro Paese. Una comunità fatta
di donne e di uomini che negli ultimi anni sono stati
spesso delusi e scottati dalla politica, e dalla politica
del centrosinistra in modo particolare. Una comunità
che alle ultime elezioni politiche si era allontanata
da noi, spesso rifugiandosi quando va bene nel non-voto,
a causa dell’assoluta mancanza di qualsiasi risultato
ottenuto dal centrosinistra negli anni in cui era al
governo. Una comunità che ha saputo ritrovare
un barlume di fiducia in noi solo grazie alla speranza
che la proposta di legge sul PACS, il Patto Civile di
Solidarietà, possa tradursi in un impegno preciso
di tutta la coalizione che si candiderà a governare
il Paese.
Per questi motivi le tue dichiarazioni su “matrimonio”
e “famiglia” non aiutano, perché
distolgono l’attenzione dalle proposte avanzate
da una parte consistente della nostra coalizione e perché
introducono in questo dibattito una dose eccessiva di
ideologia, di cui nessuno francamente avvertiva la mancanza.
Il merito della proposta di legge sul PACS, cui faceva
riferimento Fassino giovedì nella sua relazione
al Congresso DS e sostenuta dall’unanimità
dei delegati del nostro partito è proprio quello
di “deideologizzare” il dibattito: la proposta
sul PACS, infatti, non si addentra sul fatto se sia
giusto o meno che una coppia omosessuale possa sposarsi
o anche soltanto definirsi famiglia – un dibattito
in cui ciascuno di noi porterebbe idee diverse che sarebbero
difficilmente conciliabili in un programma condiviso
– ma vuole affrontare invece i problemi concreti
vissuti dalle decine di migliaia di coppie conviventi
etero ed omosessuali del nostro Paese.
Tu hai parlato del fatto che una cosa è il matrimonio
ed un’altra sono le “esigenze di assistenza”
di cui parlava Fassino. Ebbene, noi ti chiediamo chiarezza
e di volgere in positivo le tue affermazioni. Sei favorevole
o contrario a che in una coppia che convive ciascuno
abbia il diritto di assistere il proprio partner in
ospedale o partecipare alle decisioni che riguardano
la sua salute o la sua vita? Sei favorevole o contrario
a estendere a una coppia che convive da almeno due anni
i diritti fiscali e previdenziali previsti per i coniugi?
Sei favorevole o contrario a che si possa lasciare in
eredità i propri beni alla persona con cui si
è convissuto senza le gravose imposizioni fiscali
previste per gli estranei al nucleo famigliare dalla
normativa vigente? Sei favorevole o contrario a che
vengano cancellate le discriminazioni previste per i
conviventi nell’accesso alle graduatorie occupazionali?
E soprattutto sei favorevole o contrario a riconoscere
la possibilità a due persone che convivono, siano
esse dello stesso sesso o di sesso diverso, di regolare
attraverso uno strumento come il PACS i rapporti personali
e patrimoniali relativi alla loro vita in comune?
Caro Prodi, noi siamo allenati da tempo al dialogo e
al confronto con le diverse culture politiche presenti
nella nostra coalizione e rivendichiamo il merito di
aver svolto un ruolo positivo in questi anni per avvicinare
posizioni distanti, anche e soprattutto attraverso la
proposta sul PACS, che ha riscosso consensi da autorevolissimi
esponenti del mondo cattolico di centrosinistra, come
Rosi Bindi e Oscar Luigi Scalfaro. Però ora siamo
al dunque e abbiamo bisogno di risposte chiare. Se la
Fabbrica del Programma non è solo uno slogan,
vogliamo essere invitati anche noi per discutere assieme
su questi temi, per capire cosa ne pensi e per trovare
assieme le risposte più giuste. Ci verremo con
le nostre “famiglie” e con i loro problemi,
sperando di trovare la disponibilità ad affrontare
una discussione serena, laica, scevra dalle ideologie
e pronta a tuffarsi nella vita concreta di milioni di
italiani che non vogliono più essere fantasmi
in questa società, ma cittadini a pieno diritto.
Andrea Benedino
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