Le Crociate dei cattolici in Europa

Fanno lobby nella maniera peggiore: minacciano la libertà di coscienza dei parlamentari europei. La nuova inquisizione contro chi promuove i diritti delle persone omosessuali e transessuali in Europa

Cattolici per una Scelta Libera (CFFC) ha informato l’intergruppo del Parlamento Europeo per i diritti GLBT di una campagna contro omosessuali e transessuali è stata messa in piedi dalla forte organizzazione di lobby Euro-Fam. Questa oscura organizzazione si concentra, tra l’altro, nella definizione della famiglia in termini tradizionali, e per la limitazione dei diritti delle persone omosessuali. Euro-Fam controlla i voti del Parlamento Europeo su temi legati alla famiglia, alla sessualità ed ai diritti di riproduzione. Nel loro sito web, giudicano i parlamentari europei a seconda del loro comportamento (e quindi voto), richiamano alla redazione di lettere e richieste ed altre attività di lobby (per saperne di più su di loro, potete leggere un’ottima pubblicazione della CFFC dal titolo “Preservare potere e privilegio – L’agenda vaticana nell’Unione Europea”).

In questa occasione, Euro-Fam, richiama i suoi sostenitori ad un’azione urgente riguardo il rapporto 2003 del Parlamento Europeo sui diritti fondamentali dell’Unione Europea. Chiedono ai loro membri di contattare i parlamentari europei della commissione Libertà di Cittadinanza e diritti e di chiedere loro di cancellare il paragrafo 59, poiché secondo il loro pensiero “questo paragrafo cerca di cambiare la definizione di famiglia e matrimonio argomenti nei quali il parlamento non è competente”. Secondo loro, e riportiamo testualmente, “il Parlamento Europeo sta andando oltre il potere comunitario chiedendo agli Stati Membri di riconoscere le unioni civili – sia per coppie dello stesso sesso che di sesso differente – e di dare a loro gli stessi diritti delle coppie sposate. Il Parlamento Europeo non è competente a ridefinire il termine famiglia”.

Euro-Fam ha ragione a sostenere che l’Unione Europea non ha competenza nel diritto di famiglia. Tuttavia, negli ultimi anni, l’Unione Europea ha indirettamente toccato molte volte le questioni famigliari. Per esempio nella direttiva sul libero movimento dei cittadini europei, il Consiglio da una definizione di cos’è un membro della famiglia nell’articolo 2: “Membro famigliare significa, (a) lo sposo/la sposa, (b) il partner con il quale il cittadino europeo ha contratto una partnership registrata sulla base della legislazione dello stato membro, se la legislazione dello stato membro ospite tratta le unioni civili in maniera equivalente ai matrimoni ed in accordo con le condizioni espresse nella legislazione principale dello stato ospite, (c) i diretti discendenti che hanno meno di 21 anni o che sono dipendenti e quelli dello/a sposo/a o partner come definiti al punto (d), (d) i parenti diretti in linea ascendenti dipendenti e quelli dello/a sposo/a o partner come definito al punto (d). Un altro esempio nell’attuale concezione comunitaria nella quale la famiglia è inclusa è il regolamento 1347/2000/EC sulla giurisdizione, riconoscimento e rafforzamento del giudizio in questioni matrimoniali e in materia di responsabilità parentale per i bambini.

Il corrente richiamo nel rapporto sui diritti fondamentali del Parlamento Europeo per il riconoscimento delle unioni civili in tutti gli Stati Membri è nella stessa linea di ciò che il Consiglio ha approvato nella direttiva sulla libertà di movimento.

Joke Swiebel
Parlamentare Europea del gruppo PSE

 
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