Speciale SPAGNA: La prima sfida è spagnola

… a Ratzinger che aveva già bollato la proposta spagnola come distruttiva per la famiglia e la società…

Per Benedetto XVI si profila oggi la prima grande sfida al suo pontificato: l’approvazione da parte del parlamento spagnolo della nuova legge che istituzionalizzerà il matrimonio omosessuale. Una legalizzazione che l’allora cardinal Joseph Ratzinger aveva bollato come “distruttiva per la famiglia e la società”. Oggi la camera dei deputati dibatterà e voterà la legge sulle unioni omosessuali voluta dal governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero. E’ praticamente scontato che il testo, che consentirà alle coppie di adottare anche dei figli, passi con il sostegno del Partito socialista (Psoe), Erc (Sinistra repubblicana di Catalogna), Iu-Icv (Sinistra Unita e Verdi), Cc (Coalizione Canaria) e gruppo misto, con i voti contro del Partito popolare (Pp) e dell’Unione democratica di Catalogna. Il Partito nazionale basco (Pnv) e Convergenza e Unione di Catalogna (Ciu) hanno lasciato libertà di voto.

Secondo il governo, dopo il passaggio al senato, il testo - che modifica il codice civile sostituendo i termini “marito e moglie” con “i coniugi” - dovrebbe diventare legge dello tato entro giugno. Il quotidiano El Pais ha ristampato ieri un’intervista del novembre scorso nella quale Ratzinger affermava che l’intenzione di Madrid di legalizzare il matrimonio omosessuale “è distruttiva per la famiglia e la società” in quanto “la gente normale considera che ciò che afferma il diritto è anche moralmente lecito”. “E se consideriamo questa unione più o meno equivalente al matrimonio avremo una società che già non riconosce la specificità né il carattere fondamentale della famiglia”. E su questa linea rappresentanti cristiani ed ebraici ieri hanno chiesto al parlamento di non consentire il matrimonio omosessuale che influisce negativamente, affermano, sulla “essenza e identità del matrimonio” che è parte integrante della “tradizione giudeo-cristiana”.

Il governo ha risposto affermando che la legge “è un’iniziativa meditata” che “conta su un ampio appoggio dell’opinione pubblica” e seguirà il suo iter normale. Nel documento sottoscritto da rappresentanti cattolici, ortodossi, evangelici e ebrei, e diffuso dalla Conferenza episcopale si afferma che i diritti degli omosessuali “non dovrebbero influire sull’essenza e l’identità del matrimonio” e comunque una legge come questa presentata dal governo richiederebbe “un ampio dialogo e un vasto consenso sociale”.

Giulio Gelibter
Tratto da “Corriere Adriatico” del 20/04/05

   
 
   
 
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