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Gli omosessuali
spagnoli chiedono alla fiscalità generale azioni
penali contro la offensiva dell’episcopato contro
gli omosessuali
La Federazione Andalusa delle Associazioni di Lesbiche
e Gay “Colegas” ha presentato un ricorso
alla Fiscalità Generale dello Stato perché
promuova azioni penali contro la “offensiva”
dell’episcopato spagnolo contro gli omosessuali,
il matrimonio civile e l’adozione per le persone
omosessuali.
Il ricorso della federazione è accompagnato da
una serie di dichiarazioni raccolte dai mezzi di comunicazione
da parte di vescovi ed arcivescovi e della Conferenza
Episcopale stessa, manifestazioni che Colegas considera
presentino “segni o carattere di reato”.
Tra le dichiarazioni figura quella del vescovo di Mondoñedo-Ferrol,
José Gea, rilasciata a Radio Lugo, nella quale
afferma che “ci sono molti omosessuali, per natura
o per vizio, che comunque hanno il diritto di vivere
a loro piacimento, però pretendere di equiparare
l’unione civile al matrimonio sarebbe uguale ad
equiparare le unioni di quattro o cinque persone o qante
sono”.
José Manuel Salazar, esperto giuridico della
Federazione di Lesbiche e Gay, ha detto che ci sono
“basi sufficienti” perché la Fiscalità
di Stato “si interessi a promuovere un’azione
penale”, e che a suo giudizio non c’è
un “diritto assoluto” a esercitare la libera
espressione, un diritto che “non può prendersi
nessuno quando si insulta o si incita alla omofobia”.
Il segretario dell’organizzazione Colgeas, David
Cadeño, ha affermato che queste manifestazioni
sono una “provocazione al disprezzo ed all’odio
contro le persone per il loro orientamento sessuale”,
e ha denunciato che “ogni volta che si promuovono
richieste di legalità escono questo tipo di dichiarazione
per provocare la paura sociale e l’avversione
contro gli omosessuali, fatti vedere come agenti nocivi”
della società.
Rimarca inoltre che in uno Stato di Diritto non esistono
gruppi che si permettano questo tipo di manifestazione,
ed ha assicurato che gli insulti contro gli omosessuali
non possono restare impuniti dietro il diritto della
libera espressione ne per nessun credo religioso.
Ha accusato l’episcopato di incitare la società
all’avversione verso gli omosessuali, ed ha protestato
che in Spagna “resta molto complicato” scontrarsi
“con la religione ed il credo”.
Ha inoltre ricordato che in paesi come Olanda e Belgio
si è dimostrato che i progressi fatti in questo
ambito “non hanno provocato nessun disordine sociale
o morale” e per questo “non comprendiamo
questi attacchi, questa aggressione costante che cerca
di consolidare uno stat d’animo di avversione
e paura contro questi cambiamenti”.
Ha risaltato “l’effetto moltiplicatore”
che hanno questo tipo di dichiarazione, e che “c’è
una prima voce che si alza, portando dietro a se una
legione di incitazione ad un clima omofono che cerca
di impedire queste riforme legislative”, una situazione
la cui responsabilità va alla Chiesa Cattolica.
Per questo, si considera necessario che la Fiscalità
dello Stato promuova azioni necessarie per impedire
che prosperi questo clima di “paura sociale e
aggressione” evidenziando che quanto denunciato
trattasi di “una offensiva articolata dall’alto,
dalla Conferenza Episcopale, e scende nella strada dove
si stigmatizza l’omosessuale.
Tratto da “El Mundo” del
30/07/04
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