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Non celebreremo
i matrimoni omosessuali: così dicono alcuni sindaci
popolari spagnoli. Il Governo: “su questa legge
non si può obiettare, lo faranno i vostri consiglieri”…
Diversi sindaci conservatori spagnoli hanno minacciato
di non applicare la legge sui matrimoni tra persone
dello stesso sesso. Il provvedimento, voluto dal governo
socialista di José Luis Rodriguez Zapatero, è
stato approvato la settimana scorsa dalla Camera ed
entrerà in vigore una volta che avrà ottenuto
anche il via libera del Senato. Contro la normativa
si è scagliato il Vaticano che ha chiesto ai
funzionari pubblici di non applicarla. L’appello
all’obiezione di coscienza sembra aver fatto proseliti.
«Anche se la legge mi consente di sposare omosessuali,
non eserciterò questa autorità»,
ha chiarito Javier Leon de la Riva, sindaco di Valladolid,
in un'intervista al quotidiano La Razon. «Non
ho nessun problema riguardo al fatto che queste coppie
abbiano gli stessi diritti degli altri cittadini»,
ha proseguito, «ma non mi sembra giusto che la
loro unione sia chiamata matrimonio». Secondo
il giornale, sulla stessa linea di Riva sono anche i
primi cittadini di altre grandi città della provincia
della Castiglia-Leon come Avila e Leon. Il ministro
della Giustizia spagnolo Juan Fernando Lopez Aguilar
ha però ricordato subito ai sindaci che ai funzionari
pubblici non è consentito di boicottare una legge
approvata dal parlamento. La norma, ha ricordato a Punto
Radio, riguarda diritti e doveri civili, e «non
ha niente a che fare con la religione o un sacramento».
La posizione del sindaco di Valladolid è condivisa
dal vicesindaco di Valencia, Miquel Dominguez. Nonostante
sia esponente del partito popolare, il primo cittadino
di Madrid, Alberto Ruiz Gallardon, si è invece
più volte detto disponibile a celebrare matrimoni
tra persone dello stesso sesso. La sua però è
una voce isolata nel Pp. A quanto riferisce il quotidiano
El Mundo nel suo sito internet, stanno creando non poche
polemiche in Spagna le dichiarazioni del sindaco popolare
di Pontos, vicino a Barcellona. Lluis Fernando Caldentey
non solo si è scagliato contro le unioni tra
gay, che considera immorali, ma ha anche definito gli
omosessuali «persone tarate che nascono con una
deformazione fisica o psichica». Il portavoce
del partito socialista Alfredo Perez Rubalcaba ha reagito
con durezza. Le posizioni espresse dai sindaci popolari
sono “reazionarie”, ha detto nel sollecitare
il leader dell'opposizione Mariano Rajoy a «non
chiudere gli occhi» quando i suoi compagni affermano
«che non obbediranno alla legge». Perez
Rubalcada, poi, ha chiesto al Pp di prendere provvedimenti
nei confronti di Caldentey. Il sindaco di Pontons è
stato criticato però anche dal vicesegretario
dei popolari in Catalogna, Francesc Vendrell, che ha
definito «più che deplorevole» l’uscita
contro i gay.
Chiara De Angelis
Tratto da “Il Campanile”
del 27/04/05
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