Matrimonio gay: i verdi francesi fanno una proposta di legge

Dalla Francia primo passo dei Verdi per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso

Due giorni dopo il primo “matrimonio gay” celebrato a Bègles ed il lancio di una procedura di sospensione nei confronti del sindaco Noël Mamère, i tre deputati Verdi hanno depositato una proposta di legge “chiarificante l’accesso al matrimonio delle coppie di persone dello stesso sesso”. Si tratta di riscrivere l’articolo 144 del codice civile precisando che il matrimonio è “l’unione clebrata” tra due persone dello stesso sesso o di sessi differenti”. Il testo mira anche a rimpiazzare l’espressione “marito e moglie” o “padre e madre” con “sposi” o “genitori”. “Questi riferimenti non sono presenti che negli articoli tecnici sullo svolgimento della cerimonia o della patria potestà”, insiste il deputato di Parigi Martine Billard, che ha lavorato alla proposta di legge con gli avvocati del “Manifesto per l’uguaglianza dei diritti”, all’origine della campagna in favore del matrimonio omosessuale. Obiettivo di questi ultimi consiste è in effetti quello di far si che il codice civile “non definisca il matrimonio” come necessariamente unione di un uomo e di una donna.

Sprovvisti di gruppo parlamentare all’Assemblea, e dunque di una nicchia parlamentare per far esaminare la loro proposta di legge, i Verdi sanno che il loro testo non ha praticamente nessuna possibilità di essere dibattuto. Deporre la legge prima di quella annunciata in autunno sullo stesso tema dal PS (Partito Socialista, ndr) permette, secondo Martine Billard, di “mettere i socialisti davanti alle loro responsabilità” proponendo loro di “associarsi” al testo dei Verdi. Noël Mamère ha risposto ieri al primo segretario del PS, che si è augurato questo fine settimana di “aprire un dibattito” sul matrimonio omosessuale a condizione di “rispettare la legge”. “Che François Hollande (segretario del PS, ndr) si svegli, il dibattito c’è già! Ed è (il matrimonio fatto a Bègles) ciò che ha permesso di portarlo nella società civile”, ha assicurato il deputato della Gironda.

La conferenza stampa di ieri aveva precisamente per obiettivo di alimentare il famoso dibattito proprio mentre il sindaco di Bègles è sotto minaccia di sospensione. Dopo aver “sperato che la passione risorga” e che il governo “diventi responsabile”, Noël Mamère non ha cercato di smorzare i toni facendo allusione al privilegio di giurisdizione del Presidente della Repubblica: “Non sono fuori dalla legge e non mi sono messo fuori dalla portata di legge”.

Mentre il sindaco socialista di Parigi Bertrand Delanoë ha giudicato ieri “totalmente inopportuna” la procedura di sospensione messa in atto da Dominique de Villepin. Il ministro degli Interni ha lasciato intendere ieri sera che non è favorevole ad una revoca di Noël Mamère da sindaco di Bègles. Ciò nonostante, il ministro ha aggiunto: “una decisione di sospensione, che può arrivare fino ad un mese di attività per il sindaco interessato, avrà lo scopo di far sapere all’interessato che non ha rispettato le regole della Repubblica”.

Elsa Freyssenet
Traduzione di Piero Pirotto
Tratto da “Le FIgaro” del 08/06/04

   
 
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