Spagna, lesbiche diventano genitori di due gemelline

Le piccole sono nate dalla fecondazione artificiale di una delle due donne. Applicata una legge della Navarra ancora al vaglio della Corte costituzionale. I vescovi: decisione contro natura

Due gemelline che stanno per compiere un anno di età sono le prime spagnole ad avere legalmente due mamme. Una coppia di lesbiche che convivono dal 1999 in una località della regione di Navarra hanno ottenuto dal Tribunale di famiglia di Pamplona il riconoscimento della patria potestà. Le bimbe sono state concepite da una delle due donne grazie all’inseminazione artificiale.
La madre e la sua compagna, delle quali si conosce l’età, 38 e 42 anni, ma non i nomi, si erano iscritte al registro delle coppie di fatto della Navarra nel 2000, subito dopo che il Parlamento regionale aveva approvato una legge che permette l’adozione alle coppie omosessuali stabili. La legge era passata grazie all’appoggio di tutti i partiti, con l’eccezione della Unione del popolo navarro, versione locale del Partito popolare al potere a Madrid. Esiste un ricorso presentato da un centinaio di deputati popolari contro questo provvedimento regionale dinanzi alla Corte costituzionale. In attesa della decisione, la legge è in vigore, anche se il governo si è affrettato a ricordare che il ricorso esiste e che può terminare con la dichiarazione di incostituzionalità.

Nemmeno ai vescovi la sentenza è piaciuta. Il portavoce della Conferenza episcopale spagnola Martinez Camino ha detto che «non si rispetta il diritto del bambino ad avere un padre e una madre». «La mancanza di una figura paterna o di una figura materna comporta sempre problemi per lo sviluppo della persona - afferma il portavoce -. Questa assenza, aggravata nel caso di una unione omosessuale […] richiede uno sforzo maggiore al bambino per costruirsi una solida e normale identità sessuale».

La spada di Damocle della Corte costituzionale e le parole dei vescovi non sono bastate a frenare l’entusiasmo delle associazioni di attivisti gay che hanno salutato la sentenza come un «passo storico». «È una porta che si è aperta e che non può essere chiusa - ha detto Beatriz Gimeno, presidente della Federazione nazionale di lesbiche e gay -. Ed è un giorno molto importante per i diritti dei bambini di famiglie omosessuali». Ha ricordato che il governo, mediante un ricorso di incostituzionalità ha sospeso l’applicazione della legge sulle coppie di fatto nel Paese Basco, che regola l’adozione sul modello navarrese e che, seguendo anche l’esempio dell’Aragona, la Catalogna ha annunciato che presenterà un progetto di legge simile.

La giudice navarrese autrice della sentenza ha spiegato che la decisione è stata presa «nell’interesse superiore delle due bambine» una volta stabilita l’idoneità della candidata alla adozione. Si difende l’interesse delle adottate ad avere due persone che le curino e si garantisce la stabilità emozionale ed economica dato che la madre adottiva dovrà pagare gli alimenti per mantenere lo stesso livello di vita nel caso di rottura della coppia.

La sentenza, il primo caso di adozione legale di una coppia dello stesso sesso in Spagna, è arrivata a meno di un mese dalle elezioni politiche e ha suscitato forti reazioni. E’ stata bene accolta dai partiti dell’opposizione e non può essere altrimenti perché i socialisti hanno presentato nel loro programma elettorale l’adozione e la legalizzazione dei matrimoni fra omosessuali.

Una dirigente del Psoe, Leire Pajin, ha salutato la decisione della giudice navarrese come «un passo molto importante verso l’eguaglianza. La sentenza contribuisce a normalizzare una realtà che già esiste e riconosce i diritti di molti bambini nati e cresciuti in famiglie omosessuali». I comunisti di Izquierda Unida si sono «felicitati» per la sentenza, ricordando di essere i promotori di una legge che è «una rivoluzione sociale». Non c’è eguale entusiasmo, lo abbiamo visto, sulle sponde governative.

Il segretario di Stato alla Giustizia Rafael Catala ha manifestato il suo «rispetto» per la sentenza però ha ricordato che la legge regionale navarrese è stata impugnata di fronte alla Corte costituzionale. Il governo ritiene che la norma invada le sue competenze, creando un diritto di famiglia diverso da quello esistente nel resto della Spagna. «A mio parere - afferma il segretario di Stato - non può esistere un diritto di famiglia diverso in ogni regione. Il diritto di famiglia deve essere comune in tutto il territorio spagnolo. Il governo regionale della Navarra ha travalicato le sue competenze». Un giurista socialista si è detto sicuro che la sentenza di Pamplona non è revocabile anche se la Corte costituzionale dovesse accogliere il ricorso governativo.

Mino Vignolo
Tratto dal “Corriere della Sera” del 18/02/04

 
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