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Dopo le proteste,
college ed università iniziano ad allestire le
prime toilette separate da quelle classiche per uomini
e per donne…
La protesta dal titolo ribelle ed enigmatico "Alla
ricerca di una bagno sicuro" parte dai mitici campus
universitari americani: gli stessi atenei che negli
Sessanta scatenarono l'ondata di dimostrazioni contro
la guerra del Vietnam hanno ora un nuovo motto e soprattutto
un'inedita missione al passo con i tempi. Far approvare
in ogni college tanto per cominciare, e poi in ogni
città dell'Unione, l'allestimento di gabinetti
pubblici asessuali e asessuati. O meglio: transessuali,
travestiti, androgini, sessualmente fluidi, senza chiare
distinzioni tra maschi e femmine. Proprio come i potenziali
fruitori dei rivoluzionari bagni: ossia la crescente
fetta di popolazione giovanile americana che non si
riconosce «nelle tradizionali divisioni fra i
sessi». Ed in barba a distinzioni marcatamente
biologiche, giudicate obsolete e politicamente "incorrect",
ora reclama gabinetti in cui sentirsi sicura, senza
rischiare assalti da individui dal sesso non opposto
(vista l'impossibilità di certezze) ma semplicemente
nettamente definito.
Il movimento di alcune centinaia di attivisti "People
in search of a safe restroom" (letteralmente "Gente
alla ricerca di un bagno sicuro") nato silenziosamente
un paio di anni fa sta guadgnando terreno grazie al
nuovo fenomeno appunto della cosiddetta sessualità
"fluida".
Spiegano gli psicologi: «Negli anni Ottanta e
Novanta androgini e transessuali cercavano in massa
di ricorrere ad interventi chirurgici o forti trattamenti
ormonali per trasformare la proprio appartenenza sessuale,
ora molti giovani con le stesse caratteristiche accettano
la loro ambiguità e vogliono viverla appieno».
Conclusione: i sessualmente fluidi non sanno più
a che gabinetto votarsi. Rischiando di suscitare irate
e confuse reazioni dagli occasionali compagni di bagno
non certi dell'identità del vicino di orinale.
Ecco allora che il movimento ha già ottenuto
notevoli successi: a Chicago l'università della
città ha appena installato 10 bagni di "sesso
neutrale". E la stessa battaglia è stata
appena vinta al Beloite college del Wisconsin, al Lawrence
college di New York, e allla famosa università
di California a Santa Barbara, dove una serie di gabinetti
espongono ora la rassicurante scritta "bagni neutri".All'avanguardia
è il City college di San Francisco - la città
dei gay, dell'arte, della trasgressione - dove si calcola
che addirittura il 12% del corpo studentesco sia "transessuale".
Nella California del governatore-culturista Arnold
Schwarzenegger che insulta i politici maschi che parlano
come "girlie-man" ("uomini-femminucce"),
la lotta all'ultimo gabinetto è infuocata. Il
comune di San Francisco ha appena passato una raccomandazione
in favore dei bagni-neutri e la campagna sta dilagando
a macchia d'olio in tutta la Baia.
Osserva Mary Anne Case, docente di Legge all'università
di Chicago: «Non c'e' da stupirsi i bagni sono
sempre stati al centro di grandi rivoluzioni culturali
e di costume, si pensi alle lotte incetrate sul loro
uso ai tempi della segregazione razziale o alle moderne
battaglie per ottenere bagni per disabili. E oggi le
toilettes sono uno dei pochi spazi rimasti in cui si
consacra la divisione dei sessi».
Nicoletta Nencioli
Tratto da “Il Gazzettino”
del 15/03/2005
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