China gay

Stanno lentamente cambiando le cose e la Cina si apre anche al mondo gay, almeno in apparenza…

Ci sono libri significativi al di là delle cose che raccontano. Il maestro della notte di Bai Xianyong, nato in Cina nel 1937 e cresciuto a Taiwan, perché figlio di un famoso generale del Guomindang, è un romanzo simbolo. Quando uscì, nel 1983, fu proibito in Cina e attaccato violentemente a Taiwan. Oggi è considerato una pietra miliare nella storia della liberazione sessuale di quei paesi. Vi si racconta l'esistenza marginale di un gruppo di giovani omosessuali, costretti a nascondersi e a dar vita, in una società che li criminalizza, a una «sottosocietà», notturna e disperata, anarchica e creativa, sempre al limite della disgregazione.

Esce dalla Einaudi in questi giorni, sull'onda di una lunga vicenda editoriale che lo ha visto trasformarsi in una bandiera della nuova Cina. Oggi quel romanzo sulfureo si trova tranquillamente nelle librerie cinesi e taiwanesi e Bai Xianyong è considerato un caposcuola. È il dopo Tienanmen (1989), è la grande apertura seguita all'invito di Deng Xiao Ping ad «arricchirsi» nei primissimi anni 90. Prima, per un romanzo non gradito al potere, uno scrittore rischiava la prigione.

«Il boom economico che in pochi anni ha cambiato faccia al paese» dice la sinologa Mita Masci, traduttrice di Il maestro della notte, «ha portato con sé la libertà di consumi. Le necessità del mercato hanno fatto cambiare anche i parametri morali. Oggi di autori che affrontano tematiche trasgressive si dice che i loro sentimenti "non sono sani". Ma non se ne ritirano dal mercato i libri, né li si perseguita politicamente».

Per il direttore del Festival del cinema di Venezia, Marco Müller, che è un profondo conoscitore della lingua e della cultura cinesi, l'apertura è negata ma reale. «Vige una doppia morale» riassume «per cui si accetta in pratica quel che viene condannato pubblicamente». Perciò le tante opere che circolano al cinema e in letteratura di argomento omosessuale sono tutte clandestine, ma facilmente fruibili.

Il film manifesto dell'arte gay, per esempio, quel Donna con donna, uomo con uomo di Cui Ze'en, premiato a Locarno e bandito in patria alla fine degli anni 90, si trova in dvd in tutte le gallerie underground. I locali gay (teoricamente proibiti) si sono moltiplicati nelle grandi città e non era un mistero che a Pechino il club capostipite Dormiveglia fosse tenuto da un ex colonnello dell'esercito di liberazione diventato donna.

Così, per quanto l'ufficialità tenti di conservare un volto tradizionale, basta girare per le strade della capitale o di Shanghai, per non dire di Hong Kong, grande motore della liberazione sessuale, per capire quanto sia cambiato il rapporto dei cinesi col proprio corpo e, di conseguenza, con l'erotismo. Basti vedere come sono cresciuti in altezza e come abbiano imparato a gonfiare i muscoli in palestra in un delirio narcisistico volentieri esibito. Le palestre più alla moda sono «a vista», vale a dire che si affacciano dai primi piani dei grattacieli attraverso le vetrate trasparenti, mostrando gli attrezzi e i ragazzi che ci sudano sopra. I giovani del Maestro della notte non sono però dei palestrati, sono «ragazzi di cristallo», duri in superficie, fragilissimi interiormente.

Sandra Petrignani
Tratto da “Panorama” del 21/01/2005

   
 
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