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In un precedente
editoriale il nostro giudizio era netto: si tratta di
una iniziativa al limite della legittimità, sia
rispetto all’ambito amministrativo di competenza
comunale sia rispetto alle leggi in materia di esposizione
della pubblicità.
Oggi le notizie che leggiamo sui giornali lo confermano.
Con la richiesta all’ATM (l’azienda di trasporto
pubblico a Torino) di censurare una pubblicità
di biancheria intima l’iniziativa comincia a dare
i suoi frutti e a far emergere la pericolosità
di questa idea.
Avevamo sottolineato il rischio che dalle modalità
di comunicare iniziative che hanno il patrocinio pubblico
si passasse velocemente alla pubblicità vera
e propria, diciamo a quella commerciale.
Mentre per le prime una delibera comunale dello scorso
settembre ha previsto la possibilità di subordinare
la concessione di patrocini alla correttezza della comunicazione
degli eventi (cosa evidentemente legittima), per le
pubblicità commerciali chiedere la rimozione
significa soltanto operare una censura.
La pubblicità che oggi la Commissione, sulla
base di segnalazioni pervenute dai cittadini, ritiene
offensiva è una pubblicità di mutandine!
Sulla base di quale delibera comunale si sta muovendo
la Commissione Pari Opportunità?
Oppure questa è un’iniziativa che la sua
Presidente svolge solo a livello personale o politico?
Ci chiediamo poi quante segnalazioni siano necessarie
per far muovere la Commissione. Una, dieci, cento? Prevale
il criterio numerico su quello qualitativo?
Bello instillare nei cittadini l’idea che se qualcosa
ti offende basta fare la spia a una Commissione e si
mette così in moto un meccanismo burocratico
che risolve il problema! E’ lo stesso metodo che
non dovremmo mai dimenticare hanno adottato (e purtroppo
continuano ad adottare) società repressive di
destra e di sinistra.
E’ questa il modello di società che la
Commissione Pari Opportunità pensa di proporre
alla Torino di oggi? La società del sospetto
e della delazione non appartiene alla cultura liberale
di questa città e ci sembra il caso di ribadirlo
ad alta voce, soprattutto nel momento in cui da più
parti arrivano appelli ai rischi di attentati alla democrazia.
Appena troverà i soldi per farlo (soldi assolutamente
privati) InformaGay farà uscire di nuovo una
pubblicità sui mezzi pubblici di Torino. E sarà
una pubblicità molto esplicita ma anche molto
semplice: due ragazzi e due ragazze che si baciano.
E poi ci autodenunciamo. Ma forse non sarà necessario,
perché a chiederne la rimozione saranno le segnalazioni
che arriveranno, ne siamo certi, da parte dei cittadini
offesi.
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COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ
CONTRO L´ATM
«La pubblicità degli slip offende tutte
le donne»
Autobus e tram che circolano ostentando sulle fiancate
coloratissimi poster con fondoschiena femminili (e no)
in bella evidenza. In molti, a Torino, secondo un allarme
lanciato dalla commissione pari opportunità del
Comune, non hanno gradito l'eccessivo risalto dato a
una campagna pubblicitaria di una nota azienda di abbigliamento
intimo. Ed è per questo motivo che la commissione,
raccogliendo le segnalazioni dei cittadini, ne ha chiesto
la rimozione. La presidente Monica Cerutti, ha scritto
al presidente dell'Atm, Giancarlo Guiati, sottolineando
che «donne e uomini concordano nel definire questa
pubblicità offensiva nei confronti della donna,
che viene indentificata con parti del suo corpo, vale
a dire dei fondoschiena coperti solo in minima parte
dagli slip reclamizzati». La lettera della presidente
riferisce inoltre come «la quasi totalità
delle segnalazioni chieda di provvedere affinché
la pubblicità in questione venga ritirata»
e conclude affermando che «non è sicuramente
attivabile né auspicabile una forma di censura
a priori, ma è possibile tenere conto di una
sensibilità diffusa». La commissione aveva
da tempo lanciato un appello alla cittadinanza per raccogliere
segnalazioni su pubblicità ritenute offensive.
Il 24 settembre scorso la giunta comunale aveva approvato
una delibera che impegna la Città a concedere
patrocini soltanto a iniziative che, nelle loro pubblicità,
evitino linguaggi lesivi della dignità delle
persone. Il presidente dell´Atm Giancarlo Guiati
ieri pomeriggio ha replicato che innanzitutto si tratta
di una pubblicità nazionale (e il problema si
è posto soltanto a Torino) e poi che la pubblicità
in questione sta scadendo il termine della sua affissione.
da LA STAMPA del 5/11/2002
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