CENSURARE NON STANCA!
7 novembre 2002


In un precedente editoriale il nostro giudizio era netto: si tratta di una iniziativa al limite della legittimità, sia rispetto all’ambito amministrativo di competenza comunale sia rispetto alle leggi in materia di esposizione della pubblicità.

Oggi le notizie che leggiamo sui giornali lo confermano. Con la richiesta all’ATM (l’azienda di trasporto pubblico a Torino) di censurare una pubblicità di biancheria intima l’iniziativa comincia a dare i suoi frutti e a far emergere la pericolosità di questa idea.
Avevamo sottolineato il rischio che dalle modalità di comunicare iniziative che hanno il patrocinio pubblico si passasse velocemente alla pubblicità vera e propria, diciamo a quella commerciale.
Mentre per le prime una delibera comunale dello scorso settembre ha previsto la possibilità di subordinare la concessione di patrocini alla correttezza della comunicazione degli eventi (cosa evidentemente legittima), per le pubblicità commerciali chiedere la rimozione significa soltanto operare una censura.
La pubblicità che oggi la Commissione, sulla base di segnalazioni pervenute dai cittadini, ritiene offensiva è una pubblicità di mutandine! Sulla base di quale delibera comunale si sta muovendo la Commissione Pari Opportunità?
Oppure questa è un’iniziativa che la sua Presidente svolge solo a livello personale o politico?
Ci chiediamo poi quante segnalazioni siano necessarie per far muovere la Commissione. Una, dieci, cento? Prevale il criterio numerico su quello qualitativo?
Bello instillare nei cittadini l’idea che se qualcosa ti offende basta fare la spia a una Commissione e si mette così in moto un meccanismo burocratico che risolve il problema! E’ lo stesso metodo che non dovremmo mai dimenticare hanno adottato (e purtroppo continuano ad adottare) società repressive di destra e di sinistra.
E’ questa il modello di società che la Commissione Pari Opportunità pensa di proporre alla Torino di oggi? La società del sospetto e della delazione non appartiene alla cultura liberale di questa città e ci sembra il caso di ribadirlo ad alta voce, soprattutto nel momento in cui da più parti arrivano appelli ai rischi di attentati alla democrazia.
Appena troverà i soldi per farlo (soldi assolutamente privati) InformaGay farà uscire di nuovo una pubblicità sui mezzi pubblici di Torino. E sarà una pubblicità molto esplicita ma anche molto semplice: due ragazzi e due ragazze che si baciano. E poi ci autodenunciamo. Ma forse non sarà necessario, perché a chiederne la rimozione saranno le segnalazioni che arriveranno, ne siamo certi, da parte dei cittadini offesi.

 

COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ CONTRO L´ATM
«La pubblicità degli slip offende tutte le donne»

Autobus e tram che circolano ostentando sulle fiancate coloratissimi poster con fondoschiena femminili (e no) in bella evidenza. In molti, a Torino, secondo un allarme lanciato dalla commissione pari opportunità del Comune, non hanno gradito l'eccessivo risalto dato a una campagna pubblicitaria di una nota azienda di abbigliamento intimo. Ed è per questo motivo che la commissione, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini, ne ha chiesto la rimozione. La presidente Monica Cerutti, ha scritto al presidente dell'Atm, Giancarlo Guiati, sottolineando che «donne e uomini concordano nel definire questa pubblicità offensiva nei confronti della donna, che viene indentificata con parti del suo corpo, vale a dire dei fondoschiena coperti solo in minima parte dagli slip reclamizzati». La lettera della presidente riferisce inoltre come «la quasi totalità delle segnalazioni chieda di provvedere affinché la pubblicità in questione venga ritirata» e conclude affermando che «non è sicuramente attivabile né auspicabile una forma di censura a priori, ma è possibile tenere conto di una sensibilità diffusa». La commissione aveva da tempo lanciato un appello alla cittadinanza per raccogliere segnalazioni su pubblicità ritenute offensive. Il 24 settembre scorso la giunta comunale aveva approvato una delibera che impegna la Città a concedere patrocini soltanto a iniziative che, nelle loro pubblicità, evitino linguaggi lesivi della dignità delle persone. Il presidente dell´Atm Giancarlo Guiati ieri pomeriggio ha replicato che innanzitutto si tratta di una pubblicità nazionale (e il problema si è posto soltanto a Torino) e poi che la pubblicità in questione sta scadendo il termine della sua affissione.

da LA STAMPA del 5/11/2002

 
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