Dopo più
di un anno la ministra Prestigiacomo insedia la nuova
commissione che dovrebbe occuparsi dei diritti delle
persone omosessuali: si scopre così la vera faccia
del Ministero per le Pari Opportunità…
quella ridicola
Dopo più di 15 mesi di presenza al Governo la
ministra Prestigiacomo compie un atto: riconvoca la
commissione che prende il posto di quella che nel Governo
precedente si chiamava “Diritti e libertà”
e la chiama “Sessualità, discriminazioni
ed integrazione sociale”, e ne decide anche i
componenti, senza consultare assolutamente nessuno.
Soprattutto, la ministra non consulta nessuna associazione
omosessuale italiana e crea una squadra che permette
di scoprire finalmente le carte del suo progetto politico:
il cabaret!
Con un decreto approvato il 16 settembre u.s. vengono
nominati Ferdinando Aiuti, capo massimo dell’Anlaids,
immunologo, eterosessuale che protesta la castità
come miglior metodo di prevenzione; un altro immunologo
dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, Nicola
Paparella, docente all’Universtià di Lecce,
non esattamente apertissimo verso l’omosessualità,
Eugenia Scabini, docente di psicologia in una università
cattolica italiana, e due deputati Franco Grillini (toh!
un gay) e Fabrizio Cicchetto. Insomma, un’accozzaglia
davvero divertente se non fosse che il suo compito è
quello di fare proposte per migliorare la condizione
delle persone omosessuali e transessuali (queste perché
la commissione che si occupava specificamente di loro
nella precedente legislatura è stata definita
inutile!).
Se questo è lo spirito con il quale la ministra
pretende di dialogare, la discussione allora dovrebbe
iniziare con qualche domanda da parte nostra: perché
degli immunologi in una commissione di questo tipo?
Perché solo docenti psicologi di nota fama cattolica
e non anche un laico? Perché convoca una commissione
senza consultare la base, cioè le associazioni?
Che tipo di politica potrà mai definire una siffatta
commissione all’interno di un’amministrazione
di destra che stenta a far decollare una reale politica
sociale nel nostro paese e che soprattutto manca totalmente
di programmazione e di analisi sulla questione dei diritti
per le persone omosessuali?
Se questa commissione è la risposta, allora dopo
una grassa risata (magari un po’ amara) la cosa
migliore è essere pronti ad un boicottaggio molto
forte dei documenti, delle proposte e delle discussioni
che personaggi di questo calibro faranno nel prossimo
futuro.
Questo governo mostra ancora una volta un fianco debole:
il rapporto con i cattolici che mai avrebbero tollerato
una commissione pronta ad un’analisi laica e concreta
delle discriminazioni che ancora oggi le persone omosessuali
subiscono in questo paese. Se questo immobilismo non
cambierà, credo fermamente che i gay di questo
paese che hanno votato questa destra dovranno fare un
profondo esame di coscienza relativamente al proprio
credo politico. È troppo facile rispondere adesso
che la commissione è fatta e che questa era una
richiesta del movimento: conta anche il contenuto che
in una commissione ci si vuole mettere.
Ed a proposito del contenuto ci stupisce che l’Arcigay,
pur prendendo le distanze dalla decisione della Prestigiacomo,
non inviti caldamente il proprio presidente onorario
ad uscire da questa commissione: delegittimarla appieno
chiedendo anche a Franco Grillini di uscirne mi sembra
l’unica soluzione per dire fino in fondo che quelle
persone non possono parlare a nome degli omosessuali
e dei transessuali di questo paese. Loro non sanno!
Piero Pirotto
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