UNA COMMISSIONE CHE HA DEL RIDICOLO
21 OTTOBRE 2002


Dopo più di un anno la ministra Prestigiacomo insedia la nuova commissione che dovrebbe occuparsi dei diritti delle persone omosessuali: si scopre così la vera faccia del Ministero per le Pari Opportunità… quella ridicola

Dopo più di 15 mesi di presenza al Governo la ministra Prestigiacomo compie un atto: riconvoca la commissione che prende il posto di quella che nel Governo precedente si chiamava “Diritti e libertà” e la chiama “Sessualità, discriminazioni ed integrazione sociale”, e ne decide anche i componenti, senza consultare assolutamente nessuno.
Soprattutto, la ministra non consulta nessuna associazione omosessuale italiana e crea una squadra che permette di scoprire finalmente le carte del suo progetto politico: il cabaret!

Con un decreto approvato il 16 settembre u.s. vengono nominati Ferdinando Aiuti, capo massimo dell’Anlaids, immunologo, eterosessuale che protesta la castità come miglior metodo di prevenzione; un altro immunologo dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, Nicola Paparella, docente all’Universtià di Lecce, non esattamente apertissimo verso l’omosessualità, Eugenia Scabini, docente di psicologia in una università cattolica italiana, e due deputati Franco Grillini (toh! un gay) e Fabrizio Cicchetto. Insomma, un’accozzaglia davvero divertente se non fosse che il suo compito è quello di fare proposte per migliorare la condizione delle persone omosessuali e transessuali (queste perché la commissione che si occupava specificamente di loro nella precedente legislatura è stata definita inutile!).

Se questo è lo spirito con il quale la ministra pretende di dialogare, la discussione allora dovrebbe iniziare con qualche domanda da parte nostra: perché degli immunologi in una commissione di questo tipo? Perché solo docenti psicologi di nota fama cattolica e non anche un laico? Perché convoca una commissione senza consultare la base, cioè le associazioni?
Che tipo di politica potrà mai definire una siffatta commissione all’interno di un’amministrazione di destra che stenta a far decollare una reale politica sociale nel nostro paese e che soprattutto manca totalmente di programmazione e di analisi sulla questione dei diritti per le persone omosessuali?
Se questa commissione è la risposta, allora dopo una grassa risata (magari un po’ amara) la cosa migliore è essere pronti ad un boicottaggio molto forte dei documenti, delle proposte e delle discussioni che personaggi di questo calibro faranno nel prossimo futuro.

Questo governo mostra ancora una volta un fianco debole: il rapporto con i cattolici che mai avrebbero tollerato una commissione pronta ad un’analisi laica e concreta delle discriminazioni che ancora oggi le persone omosessuali subiscono in questo paese. Se questo immobilismo non cambierà, credo fermamente che i gay di questo paese che hanno votato questa destra dovranno fare un profondo esame di coscienza relativamente al proprio credo politico. È troppo facile rispondere adesso che la commissione è fatta e che questa era una richiesta del movimento: conta anche il contenuto che in una commissione ci si vuole mettere.

Ed a proposito del contenuto ci stupisce che l’Arcigay, pur prendendo le distanze dalla decisione della Prestigiacomo, non inviti caldamente il proprio presidente onorario ad uscire da questa commissione: delegittimarla appieno chiedendo anche a Franco Grillini di uscirne mi sembra l’unica soluzione per dire fino in fondo che quelle persone non possono parlare a nome degli omosessuali e dei transessuali di questo paese. Loro non sanno!

Piero Pirotto

 
© InformaGay o dei rispettivi proprietari - per informazioni o segnalazioni: contatti