Mi indirizzo
a lei nella speranza che questo messaggio possa raggiungere
l’intera segreteria politica ed il direttivo del
suo partito.
In questi giorni attraverso la stampa abbiamo avuto
modo di constatare il tentativo che parte del suo partito
e della sua coalizione stanno attuando per modificare
l’ignobile legge sulla fecondazione assistita
che vige in questo momento nel nostro paese.
La nostra associazione ha contribuito, con le sue esigue
forze, alla raccolta di firme per i vari comitati referendari
in favore dell’abrogazione della legge ed in particolare
di alcuni suoi articoli più reazionari degli
altri.
Mi permetto di indirizzarmi a lei sapendo di rappresentare
una piccola voce nel coro delle contraddizioni che viaggiano
intorno a questa legge. Una legge spaventosa che entra
nel privato delle persone, nell’intimo e che tenta
di regolare, e di giudicare, in maniera quasi medievale
uno strumento moderno come la procreazione assistita.
Una legge che oltre ad un regolamento aggiunge giudizi
morali sulle persone, sulla loro vita, sulle loro scelte
e sui loro comportamenti. Qualcosa di inaccettabile
nel XXI secolo.
Il tentativo che state mettendo in atto ci sembra sconsiderato
e privo di ogni fondamento politico. Un modo forse per
evitare uno scontro, ma che toglierebbe la possibilità
agli italiani di dimostrare come siano più pronti
a discutere di questi argomenti di quanto lo sia la
maggioranza dei parlamentari.
Forse bisognerebbe avere meno paura nell’affrontare
temi legati alla libertà personale dei cittadini
di questo paese. Sinceramente in questa operazione non
vediamo sufficiente maturità politica, sociale
e nemmeno troppo coraggio, per difendere delle idee
che la parte di sinistra che lei rappresenta dovrebbe
sostenere.
Questo referendum rappresenta l’occasione per
dimostrare come il Governo in carica non possa e non
debba permettersi, permeato di ideologismo reazionario
com’è, di affrontare temi che toccano la
società civile e le libertà personali
di ognuno di noi. Affrontare questa battaglia rappresenta
la volontà di sostenere le libertà individuali
sempre più forti nel tessuto sociale di questo
paese, contro un’indecente posizione obsoleta
e dominante dei cattolici integralisti. Non è
uno “scontro di civiltà”, ma una
prova di maturità e libertà politica.
Paura. Questo ci sembra il vostro tentativo dopo che
avete raccolto le firme per il referendum. Paura nel
sostenere un rinnovamento legislativo in grado di fotografare
la realtà sociale che l’Italia vive quotidianamente.
Realtà che il Senato e la Camera dei Deputati
non sembrano in grado, nella loro stragrande maggioranza
(che va oltre quella di governo), di riuscire a reggere
nel loro lavoro legislativo. Diamo questa lettura anche
sulla base dell’esperienza politica che da anni,
come volontari, viviamo sulla nostra pelle, difendendo
diritti e servizi per quella parte di popolazione che
ancora oggi nel nostro paese vive una discriminazione
reale e sensibile, non vedendo riconosciutà la
sua diversità nell’insieme del diritto
di questo paese: discriminazione che ognuno di noi vive
quotidianamente sulla propria pelle.
La libertà personale, la libertà nelle
scelte della propria vita, la possibilità di
costruire una famiglia con i principi che ognuno personalmente
ritiene più opportuni per la propria esistenza,
sono valori inestimabili. Su questi temi, la coalizione
ed il partito di cui lei fa parte devono riuscire a
convincersi e confrontarsi se si vuole dimostrare realmente
un’alternativa vivibile per questo paese. Credo
che l’Europa, di cui tutti ci sentiamo parte,
sia in grado di dimostrarci che questa realtà
è possibile senza calpestare i diritti di nessuno,
anzi ampliandoli e difendendoli.
La realtà sociale e politica di questo paese
richiedono coraggio, anche nell’affrontare le
battaglie più dure, non di tirarsi indietro trovando
soltanto mediazioni accettabili. In questo ritengo che
la proposta dell’on. Amato di modificare la legge
in vigore non rappresenti un atto di coraggio.
Questo referendum potrebbe diventare il modo per dimostrare
a questo Governo quali e quanti sono stati i suoi errori
nella gestione delle leggi in tema di libertà
personali, della ricerca, e dell’analisi della
società moderna.
Le chiedo, insieme al suo partito ed alla sua coalizione,
di trovare la forza ed il coraggio necessario per affrontare
un voto che insieme a molte forze sociali italiane,
può dare una nuova svolta al modo di vivere in
questo paese.
Un modo per stabilire che alcuni valori non sono mediabili,
ma semplicemente ed unicamente difendibili.
Piero Pirotto
|