Il 3 di ottobre
convochiamo l’assemblea di InformaGay per ripartire
un’altra volta dall’unico bene che possediamo
da sempre: la voglia di provare a migliorare le cose
e fornire servizi utili alla maggior parte di noi
Sembra una convocazione come le altre, ma l’assemblea
di InformaGay del prossimo 3 ottobre ha per molti di
noi un valore particolare: quello della scommessa contro
ogni segnale negativo che negli ultimi mesi hanno contraddistinto
il nostro operato. Lavorare come associazione di volontariato
in questi tempi che cambiano molto rapidamente ha delle
difficoltà sostanziali che vorremo provare ad
analizzare tutti insieme rilanciando attività,
modi d’incontro e servizi che possano coinvolgere
ed interessare la maggior parte di omosessuali, lesbiche
e transessuali torinesi, ma per la prima volta non solo.
Oggi i modi di incontrarsi, di parlare e di crescere
dei giovani gay e delle giovani lesbiche sono decisamente
cambiati: i luoghi di incontro e di confronto non mancano.
Spesso restano molto superficiali e non permettono un
confronto netto sulla propria identità: favoriscono
l’incontro, permettono di combattere almeno la
scorza della solitudine; qualche sera fa ero con amici
in una nota discoteca della Versilia e guardandomi intorno
e confrontandomi con persone di diverse età ho
avuto l’impressione di uno stacco generazionale
enorme. Il modo in cui io, da trentaquattrenne sono
cresciuto con la mia identità omosessuale è
molto differente da come la stanno vivendo i ventenni
di oggi. Non c’è un meglio ed un peggio:
c’è una differenza che spesso si esprime
in linguaggio del corpo, in un modo di affrontare la
propria identità sessuale ed il proprio orientamento
in maniera radicale. Tutto questo comporta ovviamente
una differenza di linguaggio evidente quando si parla
dell’essere gay.
Far ripartire InformaGay significa voler affrontare
questo nuovo metodo di linguaggio e di approccio: cercare
un modo per approfondire un confronto, una crescita
reciproca, significa studiare un modo comune di parlare
e di fornire una nuova serie di servizi più vicini
alle esigenze anche di chi vive la propria omosessualità
nel ventunesimo secolo, cercando nel contempo di mantenere
la rotta sull’obiettivo primario che da sempre
muove l’attività di InformaGay dal lontano
1987: migliorare la vita, i diritti e la qualità
del nostro essere omosessuali e transessuali.
Per fare questo abbiamo pensato di confrontarci e di
incentivare le attività dell’associazione
ripartendo con un cineforum e delle situazioni di aggregazione
che hanno reso negli anni InformaGay un’associazione
punto di riferimento importante per molte lesbiche,
gay e transessuali a Torino.
Già Torino come punto di partenza: ci piacerebbe
pensare che sia arrivato il momento di crescere anche
geograficamente aprendo le porte a chi ha voglia di
sostenere nuove sedi di InformaGay soprattutto in provincia.
Studiare un modo per fare un lavoro di rete che renda
l’esperienza di InformaGay replicabile proprio
laddove ancora forte è l’esigenza di studiare
nuovi punti di aggregazione e metodi di incontro. La
provincia piemontese in primis, ma anche altrove, dove
seppur la presenza associativa è forte, non contempla
sempre la profonda provincia italiana, dove forse ancora
oggi è più complesso vivere la propria
sessualità in maniera libera e soddisfacente.
Insomma come al solito siamo stati colti da manie di
grandezza e da una maniacale voglia di spingere oltre
l’ostacolo il cuore: siamo fatti così,
da diversi anni ormai, e questo rappresenta la nostra
forza e la nostra debolezza. Le difficoltà economiche
di questi ultimi mesi rendono anche più complesso
il nostro progetto, ma vogliamo ancora credere che quando
le idee sono forti le risorse per realizzarle si possono
trovare. Per risorse non si intende solo il vile denaro,
ma anche la forza di idee nuove e di teste pensanti
che hanno voglia di spendere tempo e risorse all’interno
di un’associazione. Forse una o uno di voi fa
parte di quelle risorse, allora perché non venire
a provare ad ascoltare questa assemblea, e magari a
renderla migliore!
Vi aspettiamo.
Piero Pirotto
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