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Il Governo
mostra la sua faccia peggiore: la destra becera vince
anche nell’applicazione della legge di lotta alla
discriminazione sul lavoro.
Non ho grandi frequentazioni nella destra italiana
e mondiale in genere, ma mi ero illuso che questa occasione
il Governo del Berlusca non la perdesse. Invece la parte
più becera e reazionaria di chi in questo momento
ha il potere nel paese non ha resistito ad una ghiotta
occasione: certo che aumentiamo le tutele antidiscriminatorie
nei luoghi di lavoro, ma con un sacco di se ed un sacco
di ma… davvero troppi.
In breve la storia è questa: nel 2000 l’Unione
Europea impone ai paesi membri di adeguare la propria
legislazione in tema di tutela antidisciminatoria nei
luoghi di lavoro. Nello specifico inserisce anche l’orientamento
sessuale tra le cause non accettabili di discriminazione
insieme a sesso, religione, credo, pensiero politico,
etnia ecc. Indica come le legislazioni devono essere
adeguate: tempo limite il 2003. L’Italia arriva
quasi buon ultima e decide che non sia il Parlamento
a proporre una legge per adeguare la nostra legislazione,
ma delega il Governo ad adeguare le leggi secondo quanto
dettato dall’Unione Europea. La proposta sembrerebbe
normale in un paese con anche una destra moderna ed
attenta: ma siccome in Italia questo non è, dare
delega al Governo significa dar loro mano libera perché
si cerchino tutte le possibili soluzioni a mantenere
una situazione di non discriminazione apparente.
Le associazioni (anche e soprattutto InformaGay attraverso
il CERSGOSIG, il suo centro giuridico) cercano di collaborare
perché il decreto legge del Governo non diventi
un disastro, ma niente da fare, quello approvato all’inizio
di luglio ad un disastro assomiglia molto. Si recepiscono
i principi generali della direttiva comunitaria e quindi
si inserisce anche l’orientamento sessuale tra
le cause di non discriminazione (e per la prima volta
nella legislazione italiana in maniera esplicita), ma
si inseriscono anche tutta una serie di articoli talmente
ambigui che l’applicazione di questo decreto anziché
essere un miglioramento rischia di trasformarsi in un
boomerang.
Intanto per la prima volta si rende esplicito il fatto
che nei lavori quali le forze armate e di polizia, l’orientamento
sessuale può risultare un impedimento: quindi
cari finocchi e lesbiche di polizia ed esercito, se
avete votato questo Governo cominciate a beccarvi questa
prima mazzata diretta sulla fronte. Poi si fa un pericoloso
paragone tra pedofilia ed orientamento sessuale: certo
questa legge sembrava l’occasione giusta per ricordare
a tutti che i deviati sono deviati in tutti i sensi…
un bel segnale davvero da chi sbandiera modernità
e libertà ogni volta che apre bocca… attenzione
alle mosche che da li possono uscire!
Tutto questo con un paio di articoli di legge che lasciano
le maglie talmente larghe rispetto alla possibilità
di vedere tutelati i propri diritti da far venire i
brividi. Non sono un giurista, non entro nel dettaglio,
ma mi permetto una piccola riflessione. Questa cosa
è passata completamente sotto silenzio, nessun
dibattito, nessuna campagna stampa, solo l’iniziativa
della CGIL a cui il movimento GLBT ha aderito: il risultato
è stato fallimentare. Questa volta non addosso
colpe, ma responsabilità: il governo ha deliberatamente
espresso il proprio pensiero, quello nascosto ed inconfessabile
di chi pensa che ci debba essere un trattamento diverso.
Chiedo a tutti coloro che omosessuali e transessuali
hanno dato il voto a questa coalizione di fare una riflessione:
non auguro a nessuno problemi sul lavoro dopo questa
legge, ma spero che tutti ci si renda conto che ora
si è tutti un po’ più discriminati.
Non sono un difensore dell’attuale minoranza,
all’epoca sono stato molto critico sulla loro
azione di Governo: in 5 anni non hanno fatto nulla per
noi, neanche mantenuto le promesse fatte in campagna
elettorale, ma quanto successo in questi giorni è
che si rischia veramente di non avere mai fine al peggio.
Il tutto vale la pena di una riflessione!
Piero Pirotto
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