L’inatteso
ed inaspettato è accaduto: Prodi ammette che
si sta parlando di inserire i PACS addirittura nel programma
della coalizione di centro sinistra per le prossime
elezioni.
Chiaro che dalla parte sinistrorsa della coalizione
nessuno ha avuto niente da ridire. Stupisce non aver
sentito levate di scudi dalla Margherita, ma si sa i
voti, anche dei finocchi e delle lesbiche fanno comodo
a tutti e quindi non resta che aspettare se la questione
entrerà davvero a far parte del programma di
lavoro.
Chi vivrà vedrà. Ma cosa saremmo disposti
realmente a fare se questa ipotesi dovesse risultare
falsa ed alle promesse elettorali non seguisse un’azione
legislativa vera? Non entro nei contenuti della proposta
Grillini sui PACS già critica ampiamente più
volte da questo sito, ma mi interessa capire cosa saremo
davvero disposti a fare se dopo una promessa elettorale
di questa portata non seguisse una vera azione di governo
in tal senso.
In Spagna Zapatero ha promesso e rispettato a tempo
di record. Così i socialisti in Francia. In questi
due paesi il movimento omosessuale è stato molto
coerente, ma aveva anche potenzialità diverse
per riuscire a sostenere le proprie tesi.
Nel caso i PACS finissero nel programma dell’Ulivo
o Unione o Fed o fate un po’ voi, allora servirebbero
alcune condizioni: impianto di legge da vedere prima
delle elezioni, tempi certi per l’approvazione,
integrazione piena dell’impianto nel programma
della coalizione.
Una volta ottenuto questo però, a patto di riuscirci,
come dovremmo fare perché le promesse non rimangano
tali? Credo che una mobilitazione di massa il giorno
successivo alle elezioni dovrebbe essere fondamentale,
tanto che la coalizione di centro sinistra vinca o perda.
Mobilitarsi significa dire concretamente che saranno
necessarie azioni di piazza, iniziative e petizioni,
perché senza una tensione alta su questo tema,
come già accaduto in passato, tutto passerebbe
con facilità e sollievo di molti in cavalleria.
Cominciamo a ragionare insieme su come operare, perché
se la campagna elettorale è politicamente già
iniziata, la nostra personale, a patto che ci interessi
non può arrivare in ritardo.
Piero Pirotto
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