Un Pride davvero caldo
2003


Piccolo diario di una giornata trascorsa a Bari in mezzo ad una manifestazione colorata e guardata da migliaia di persone

Arrivo a Bari in piena mattinata: il sole è già alto e bollente, in mezzo ad una via pedonale mi aspetta La Karl du Pigné. Uno sguardo, un abbraccio dopo qualche giorno che non ci si incontra e subito mi accorgo che gli occhi intorno a noi ci scrutano… io non ho ancora messo la mia maglietta di InformaGay, ma la tinta rosso fuoco della Karl e qualche filo di trucco avanzato dalle sere precedenti evidentemente tradisce il fatto che siamo li per il Pride… oppure forse siamo davvero tanto finocchi che in mezzo alla strada chiunque ci riconosce. Decidiamo di passeggiare, abbiamo ancora qualche ora prima della manifestazione. Ci addentriamo nel centro storico di Bari che stanno rimettendo a nuovo, ad ogni angolo qualche gruppo di ragazzi ci osserva, così come osserva gli altri gruppetti di turisti che incrociamo e che evidentemente sono li per la manifestazione. Ogni tanto qualche battuta di scherno, qualche “ricchioni”, al quale ovviamente io e la Karl rispondiamo, lei molto più sarcastica di me. Io subito resto stupito, ma non mi sento mai offeso, vivo il tutto come un gioco: in fondo siamo venuti a fare il Pride a Bari anche per questo, per dimostrare anche al Sud Italia che i gay in fondo sanno anche stare al gioco.
Il tempo di un pranzo alla barese (giusto il modo anche per conoscere meglio una terra che sta entrando nel mio cuore), e poi di corsa in albergo che la Karl si deve preparare per la manifestazione.

Un’ora e mezza dopo è un florilegio di piume con un vestito bianco mozzafiato ed un trucco da urlo. Scendiamo dalla camera, nella hall il ragazzo alla reception sta al gioco e sorride… il tassista rischia un collasso, ma professionalmente ci carica senza dire una parola. Ci porta il più vicino possibile alla piazza dove c’è la partenza della manifestazione e li comincia la nostra sfilata personale. Io morto dal caldo con la mia magliettina di InformaGay, La Karl che comincia a grondare di sudore, ma non perde neanche un attimo il suo sorriso, ci fermiamo a parlare con un sacco di persone, scherziamo con tutti, giovani, anziani, bambini ed altri manifestanti. Comincia il rito dei saluti con molte persone che incontri solo al Pride perché gli impegni dell’associazione ti rendono impossibile pensare di incontrarli in altri contesti, scambi qualche chiacchera e poi via, centinaia di foto perché la Karl la vogliono fotografare proprio tutti e lei mi tiene stretto stretto in maniera tale che si veda la scritta sulla maglia. Qualche intervista, i giornalisti impazziscono per le Drag Queen, e quando queste dicono anche delle cose intelligenti rimangono esterrefatti come se avessero pensato che quella persona è solo trucco e niente cervello.
La prima impressione è che ci sia poca gente a manifestare e molta a guardare, ma ci sbagliamo, dopo poco da tutti gli angoli escono striscioni di tutta Italia: 30.000 persone pronte a sfidare il caldo ed a festeggiare il proprio orgoglio, almeno il doppio ai bordi della strada a guardare, ridere e scherzare con noi, a volte anche in maniera pesante, ma queste sono le regole del gioco.

E noi abbiamo deciso di giocare: Bari è splendida, oggi anche molto di più, l’emozione è forte e vedo negli occhi degli organizzatori tutta la gioia e l’orgoglio per aver portato in piazza così tanta gente. Siamo li per quello, siamo li per dire dal tacco d’Italia che noi ci siamo e che siamo orgogliosi di quello che siamo. Il perché è semplice: essere omosessuale ancora oggi non è uno scherzo e nel sud di questo stivale ancora meno, forse oggi ne sono più cosciente, ed avere la forza di scendere in piazza e di gridare a tutti la propria gioia di essere quello che si è non è cosa da poco. Molto spesso mi sento contestare che gli altri non lo fanno: non esiste l’orgoglio etero. Gli etero non sono orgogliosi perché non hanno avuto bisogno di lottare con se stessi e con gli altri per riconoscere se stessi: io si e finché avrò fiato in gola giuro che nessuno mi impedirà di esserne orgoglioso… e magari l’anno prossimo scendete in piazza pure voi!

Piero Pirotto

 
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