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Da Londra
arriva la notizia che sarà realizzato un censimento
della popolazione gay. E' una notizia seria e che fa
pensare.
Ci sono paesi in cui si decide di fare una cosa poi
si fa davvero. Purtroppo l'Italia non è tra questi
paesi. Sarà un fattore culturale ma da noi la
storia ci insegna che spesso le leggi, anche buone leggi
all'avanguardia, vengono approvate ma poi nessuno si
occupa di farle applicare o rispettare.
Si possono fare molti esempi: la legge sull'autocertificazione
che per decenni non è stata applicata, la legge
che aboliva i manicomi (rimasta in gran parte lettera
morta), per non parlare delle leggi di tutela ambientale;
più banalmente la legge che vieta il fumo nei
locali pubblici, che per decenni è sembrata solo
una barzelletta in tutti i corridoi d'ospedale, quella
che obbliga all'uso delle cinture di sicurezza o del
casco che, oggi, in gran parte d'Italia sembrano ormai
già state abolite nei fatti.
Il problema non si pone ancora con la legge sul matrimonio
gay (diciamo matrimonio e non un altro istituto giuridico
ibrido che, a nostro giudizio, non avrebbe lo stesso
significato nel riconoscimento di una parità
di diritti!). Di questa legge speriamo di parlarne se
e quando il Parlamento deciderà di affrontare
una questione che riguarda milioni di cittadini…
Ma se prima si volesse fare un Censimento anche da noi?
A chi dovremmo farlo fare? All'Istat? Ma ve lo ricordate
il recente Censimento della Popolazione? Una barzelletta,
un pasticcio inutile e costoso, una commedia all'italiana.
Moduli mancanti, domande idiote senza alcun fondamento
con la realtà del paese (praticamente le stesse
domande del Censimento di dieci anni prima!), categorie
lavorative totalmente ignorate, nessuna ricevuta per
chi lo compilava e altre cose del genere. In più
un grosso dubbio: il modulo che doveva garantire la
riservatezza e la privacy in realtà non sembrava
affatto anonimo, grazie a un bel codice a barre riportato
su tutte le pagine del modulo, lo stesso codice sia
per la parte nominativa che per la parte delle domande.
Insomma è stato un censimento da dimenticare,
anzi da ricordare per evitare gli stessi errori. Probabilmente
qualcuno aveva già deciso di farlo fallire per
poi privatizzarlo. Ma proprio oggi che l'Istat viene
accusata dalle associazioni di consumatori di non essere
in grado di rilevare i prezzi e l'inflazione reale,
anche solo proporre di affidargli la gestione di un
censimento della popolazione gay fa sorridere o spaventa,
il risultato potrebbe non sarebbe attendibile.
Ma la cosa che bisogna subito sottolineare è
che fare un censimento sarebbe inutile.
Infatti, nonostante le modalità di svolgimento
del Censimento del 2001, il modulo prevedeva la domanda
sulla situazione di convivenza anche per le persone
dello stesso sesso. Erano possibili due risposte: "convivente"
oppure "convivente senza vincoli di parentela".
Quindi il dato numerico di quante coppie gay-lesbiche
conviventi ci sono in Italia è un dato che può
essere già ricavato dai dati del Censimento 2001.
Ma ancora più attendibile e interessante sarebbe
ottenere un altro dato, anche questo probabilmente già
disponibile nell'archivio del Ministero dell'Interno:
quello delle coppie di persone dello stesso sesso conviventi
senza vincoli familiari iscritte nei registri dell'anagrafe.
Infatti il Regolamento Anagrafico, che è una
legge che riguarda gli uffici anagrafici di tutti i
comuni d'Italia, considera un concetto di famiglia che
comprende anche le coppie gay-lesbiche. Non fa riferimento
al solo matrimonio ma anche al concetto di convivenza,
senza distinzioni di sesso o di orientamento. Per questo
motivo all'anagrafe sono obbligati ad applicare la regola
per cui due persone, anche dello stesso sesso, se abitano
nello stesso appartamento devono essere iscritte sullo
stesso stato di famiglia.
Per concludere, un censimento delle coppie gay in Italia
sarebbe totalmente inutile ai fini del conteggio delle
coppie che convivono. Ovviamente avrebbe ancor meno
utilità per contare tutte le altre coppie, quelle
che non convivono (che forse sono la maggior parte)
la cui presenza non sarebbe comunque rilevabile in questo
modo. Proporre nel nostro paese la realizzazione di
un'iniziativa di questo tipo avrebbe quindi esclusivamente
un significato d'immagine e non di sostanza. Mentre
francamente i riconoscimenti che attendiamo sono ormai
solo questi ultimi.
La Redazione
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