Il censimento della Gran Bretagna da noi sarebbe inutile
14 agosto 2002

Da Londra arriva la notizia che sarà realizzato un censimento della popolazione gay. E' una notizia seria e che fa pensare.

Ci sono paesi in cui si decide di fare una cosa poi si fa davvero. Purtroppo l'Italia non è tra questi paesi. Sarà un fattore culturale ma da noi la storia ci insegna che spesso le leggi, anche buone leggi all'avanguardia, vengono approvate ma poi nessuno si occupa di farle applicare o rispettare.
Si possono fare molti esempi: la legge sull'autocertificazione che per decenni non è stata applicata, la legge che aboliva i manicomi (rimasta in gran parte lettera morta), per non parlare delle leggi di tutela ambientale; più banalmente la legge che vieta il fumo nei locali pubblici, che per decenni è sembrata solo una barzelletta in tutti i corridoi d'ospedale, quella che obbliga all'uso delle cinture di sicurezza o del casco che, oggi, in gran parte d'Italia sembrano ormai già state abolite nei fatti.

Il problema non si pone ancora con la legge sul matrimonio gay (diciamo matrimonio e non un altro istituto giuridico ibrido che, a nostro giudizio, non avrebbe lo stesso significato nel riconoscimento di una parità di diritti!). Di questa legge speriamo di parlarne se e quando il Parlamento deciderà di affrontare una questione che riguarda milioni di cittadini…
Ma se prima si volesse fare un Censimento anche da noi?
A chi dovremmo farlo fare? All'Istat? Ma ve lo ricordate il recente Censimento della Popolazione? Una barzelletta, un pasticcio inutile e costoso, una commedia all'italiana.
Moduli mancanti, domande idiote senza alcun fondamento con la realtà del paese (praticamente le stesse domande del Censimento di dieci anni prima!), categorie lavorative totalmente ignorate, nessuna ricevuta per chi lo compilava e altre cose del genere. In più un grosso dubbio: il modulo che doveva garantire la riservatezza e la privacy in realtà non sembrava affatto anonimo, grazie a un bel codice a barre riportato su tutte le pagine del modulo, lo stesso codice sia per la parte nominativa che per la parte delle domande.
Insomma è stato un censimento da dimenticare, anzi da ricordare per evitare gli stessi errori. Probabilmente qualcuno aveva già deciso di farlo fallire per poi privatizzarlo. Ma proprio oggi che l'Istat viene accusata dalle associazioni di consumatori di non essere in grado di rilevare i prezzi e l'inflazione reale, anche solo proporre di affidargli la gestione di un censimento della popolazione gay fa sorridere o spaventa, il risultato potrebbe non sarebbe attendibile.
Ma la cosa che bisogna subito sottolineare è che fare un censimento sarebbe inutile.

Infatti, nonostante le modalità di svolgimento del Censimento del 2001, il modulo prevedeva la domanda sulla situazione di convivenza anche per le persone dello stesso sesso. Erano possibili due risposte: "convivente" oppure "convivente senza vincoli di parentela".
Quindi il dato numerico di quante coppie gay-lesbiche conviventi ci sono in Italia è un dato che può essere già ricavato dai dati del Censimento 2001.
Ma ancora più attendibile e interessante sarebbe ottenere un altro dato, anche questo probabilmente già disponibile nell'archivio del Ministero dell'Interno: quello delle coppie di persone dello stesso sesso conviventi senza vincoli familiari iscritte nei registri dell'anagrafe.
Infatti il Regolamento Anagrafico, che è una legge che riguarda gli uffici anagrafici di tutti i comuni d'Italia, considera un concetto di famiglia che comprende anche le coppie gay-lesbiche. Non fa riferimento al solo matrimonio ma anche al concetto di convivenza, senza distinzioni di sesso o di orientamento. Per questo motivo all'anagrafe sono obbligati ad applicare la regola per cui due persone, anche dello stesso sesso, se abitano nello stesso appartamento devono essere iscritte sullo stesso stato di famiglia.
Per concludere, un censimento delle coppie gay in Italia sarebbe totalmente inutile ai fini del conteggio delle coppie che convivono. Ovviamente avrebbe ancor meno utilità per contare tutte le altre coppie, quelle che non convivono (che forse sono la maggior parte) la cui presenza non sarebbe comunque rilevabile in questo modo. Proporre nel nostro paese la realizzazione di un'iniziativa di questo tipo avrebbe quindi esclusivamente un significato d'immagine e non di sostanza. Mentre francamente i riconoscimenti che attendiamo sono ormai solo questi ultimi.

La Redazione

 
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