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I conservatori
vincono in Vaticano e ciò che i gay cattolici
di tutto il mondo scongiuravano non accadesse è
avvenuto…
La frittata è fatta, Joseph Ratzinger, in arte
Benedetto XVI è il nuovo papa e con questa realtà
i cattolici ed il mondo intero ormai devono fare i conti.
Dalla sua elezione è cominciato un brodo pietoso
in TV e sui giornali su quanto il nuovo pontefice sia
buono, bravo, bello, e, concludiamo noi, di pura razza
ariana.
Già, la prima immagine che i laici hanno avuto
è stata quella di un papa perfettamente ariano,
teologo di rango che negli ultimi venti anni ha però
guidato quella che una volta si chiamava Santa Inquisizione…
se leggendo queste righe sentite odore di finocchio
bruciato capite il perché!
Che dalla Città del Vaticano arrivino voci progressiste
che cambino la visione che la chiesa cattolica ha della
sessualità e del mondo che la circonda di certo
non se l’aspettava nessuno, ma in molti si auguravano
che il più conservatore dei cardinali ottuagenari
partecipanti a questa convention di unti da Giovanni
Paolo II uscisse ridimensionato: così non è
stato, e per chi, come noi, è abituato a ricevere
da oltretevere un’infinita serie di bordate, se
non di insulti, questa di certo non è l’alba
di un giorno migliore.
Rileggendo i giornali si ripercorre la storia di vita
di un uomo che, vista la nuova divisa che indossa, non
può essere descritto da nessuno in maniera negativa:
la sua vita diventa così la favola del povero,
che grazie alla fede ed all’intelligenza, fa carriera
in uno dei business più ricchi e potenti del
mondo, ovvero la multinazionale vaticana. Tra le righe
si sottolinea anche di quanto la sua famiglia fosse
antinazista, ma questo non gli impedisce (forse le sue
convinzioni non erano forti come la sua fede cattolica)
di diventare un giovane soldato dell’esercito
nazista alla disfatta nella contraerea bavarese. Di
certo non sarà stato un membro delle SS, ma forse
il suo anti nazismo non era poi così militante
da rifiutarsi di indossare la divisa… per carità
è successo a molti nella Germania della seconda
guerra mondiale, anche se a molti altri non è
successo ed hanno pagato con la propria vita.
Di certo, ciò che ci tocca da più vicino,
è il suo percorso nella chiesa cattolica, dove
non ha mai risparmiato alle persone omosessuali qualche
stoccata e qualche parola pesante: d’altronde
se non ci può più bruciare sui roghi almeno
lasciamogli qualcosa di meno violento anche se piccante,
la parola. Due anni fa ha infatti detto: “Sull’omosessualità
bisogna dire due cose. Anzitutto dobbiamo avere un grande
rispetto per queste persone, che soffrono anche e che
vogliono trovare un loro modo di vivere giusto. D’altra
parte, creare ora la forma giuridica di una specie di
matrimonio omosessuale, in realtà non aiuta queste
persone. Per questo giudico negativamente la scelta
fatta in Spagna. Soprattutto perché è
distruttiva per la famiglia e la società…”.
Mio caro Benedetto XVI (da leggere correttamente come
lo pronuncierei io, cioè Benedetto icsvùi…)
permettimi dal basso della mia laicità di sottolineare
anche a te duo o tre cose: se il rispetto per gli omosessuali
è quello che dimostri tu, facci la cortesia,
non chiederlo più a nome nostro perché
preferisco di gran lunga chi mi sputa in faccia a chi
mi fa una carezza sulla testa per poi infilarmi un pugnale
nella schiena… ho già dato alle scuole
superiori a farmi prendere in giro, di certo non aspetto
un papa bavarese a farmi prendere di nuovo per i fondelli.
In secondo luogo gli omosessuali che soffrono di più
non lo fanno per la loro condizione, ma per la situazione
di disagio che una società soggiogata dai custodi
della morale (soprattutto cattolica, ma anche fascita
e dell’estremismo, sia esso islamico, ebraico
e di qualsivoglia origine e colore) li costringe a vivere
osservati come anormali. Terza ed ultima cosuccia: la
specie di matrimonio omosessuale che tu giudichi tanto
sconveniente è uno, e soltanto uno, degli strumenti
che potrebbe difendere la vita delle persone omosessuali
dalle difficoltà che le persone come te hanno
creato loro intorno definendo cosa è assolutamente
giusto e cosa invece non lo è… un riconoscimento
di questo genere, non solo non lederebbe alla tua sacrosanta
famiglia eterosessuale (ed aggiungo ariana), ma permetterebbe
proprio a tante di quelle famiglie di vivere in pace
con quelle figlie e quei figli che non vedrebbero più
tanto stigmatizzati come diversi e bizzarri dal resto
del mondo.
Occhi aperti ed orecchie all’erta, il contadino
della vigna di Dio rischia presto di cominciare a spararci
di nuovo addosso: magari questa volta del verderame.
Piero Pirotto
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