ESSERE OMOSESSUALE NON BASTA
25 luglio 2002

Pim Fortuyn arriva in Italia e si sprecano le dichiarazioni di opinionisti e politici su una figura così enigmatica e strana come quella del politico olandese.

Omosessuale dichiarato alla guida di un partito di estrema destra che rivendica la chiusura delle frontiere all'immigrazione, non ad una qualsiasi, ma a quella proveniente dai paesi islamici. Una cultura troppo differente, impossibile da integrare con la moderna cultura europea ed a maggior ragione con quella liberalissima dei Paesi Bassi dove eutanasia, matrimonio omosessuale, uso delle sostanze stupefacenti sono valori che neanche la destra più destra si sente di mettere in gioco: questa la spiegazione di un atteggiamento che forse altrove verrebbe banalmente tacciato come xenofobo.
Alcuni esponenti del movimento omosessuale italiano hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa segnalando come se Fortuyn fosse stato vivo, sarebbe ora il primo Presidente del Consiglio dichiaratamente omosessuale dei Paesi Bassi, dove invece i suoi compagni di partito (mi perdonino la parola compagni) entrano in un governo a cui capo c'è un esponente della destra moderata. Si rimpiange così la figura di un omosessuale che non aveva paura delle proprie opinioni.
Ottimo direi, se non provassi vergogna per le opinioni di quell'uomo, che parla di caste e di integrazione a condizione, dimenticando che il primo valore dell'accoglienza e della libertà che l'Unione Europea promuove è proprio quello della possibilità per tutti di ricostruire una vita nuova nel nostro continente. Un continente che sta cercando un'unità di valori basata sull'accettazione dell'altro indipendentemente dal suo pensiero, dal suo credo, dal suo sesso, dal suo orientamento o la sua identità sessuale. Negare anche uno solo di questi valori significa negarli tutti e settarizzare l'immigrazione significa aprire a condizioni che possono riguardare tutti noi nel processo di integrazione europea. La libertà ha un prezzo e le condizioni di base devono essere rispettate da tutti: va bene ogni credo religioso, politico, ogni appartenenza di genere, di orientamento sessuale, a patto però che si rispetti la libertà di ognuno! Il confronto con l'Islam alle porte del Mediterraneo e dentro casa nostra è un argomento con il quale tutti, anche noi omosessuali, dovremo prima o poi fare i conti: noi per primi forse che dobbiamo confrontarci con una cultura schiettamente omofoba come quella islamica, dove le cose si fanno, ma non si dicono, se no ti taglio qualcosa o ti ammazzo (la questione Egitto e le condanne a morte in molti paesi islamici ne sono la prova concreta). Tutto questo mentre in molti paesi europei, Italia in prima fila, ancora dobbiamo sconfiggere la cultura cattolica dominante che dice di tollerarci (in realtà preferisco dire che siamo noi che tolleriamo i cattolici, laici e prelati che siano!), ma nel contempo condanna ogni nostra rivendicazione di diritti civili. Forse, la questione va affrontata di petto: mascherarsi dietro al fatto che Fortuyn dichiarava esplicitamente ciò che molti di noi non avevano il coraggio di dire mi sembra una questione di lana caprina, ed il fatto che abbia deciso di essere seppellito in Italia non mi rallegra affatto (di imbecilli seppelliti qui e anche e soprattutto che qui ci vivono davvero e non sottoterra ce ne sono già abbastanza). La xenofobia è odio, e l'odio provoca solo altro odio. Abbiamo bisogno di imparare a lavorare con chi sta cercando di cambiare una cultura millenaria (vale la pena di leggere i piani di lavoro dell'Ilga-Europe che sta creando gruppi di lavoro che possano lavorare con associazioni di omosessuali islamici… complimenti a loro per il coraggio!), e di dimostrare che il nostro modello di mondo lascia spazio a tutti, perché la nostra idea di società è una società che rigetta la tolleranza, ma crede nella libertà di ognuno di esprimersi, a patto che sia in grado di rispettare le differenze (tutte! Se no siamo solo ipocriti) che lo circondano.
E se poi vogliamo preoccuparci dell'altro che viene da noi, allora ricordiamoci tutti che se l'omofobia islamica si esprime con la violenza fisica, l'omofobia cattolica è altrettanto pericolosa se non di più, poiché mascherata da tolleranza ipocrita.
Pim Fortuyn personalmente non mi mancherà.

Piero Pirotto

 
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