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Pim Fortuyn
arriva in Italia e si sprecano le dichiarazioni di opinionisti
e politici su una figura così enigmatica e strana
come quella del politico olandese.
Omosessuale dichiarato alla guida
di un partito di estrema destra che rivendica la chiusura
delle frontiere all'immigrazione, non ad una qualsiasi,
ma a quella proveniente dai paesi islamici. Una cultura
troppo differente, impossibile da integrare con la moderna
cultura europea ed a maggior ragione con quella liberalissima
dei Paesi Bassi dove eutanasia, matrimonio omosessuale,
uso delle sostanze stupefacenti sono valori che neanche
la destra più destra si sente di mettere in gioco:
questa la spiegazione di un atteggiamento che forse
altrove verrebbe banalmente tacciato come xenofobo.
Alcuni esponenti del movimento omosessuale italiano
hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa segnalando
come se Fortuyn fosse stato vivo, sarebbe ora il primo
Presidente del Consiglio dichiaratamente omosessuale
dei Paesi Bassi, dove invece i suoi compagni di partito
(mi perdonino la parola compagni) entrano in un governo
a cui capo c'è un esponente della destra moderata.
Si rimpiange così la figura di un omosessuale
che non aveva paura delle proprie opinioni.
Ottimo direi, se non provassi vergogna per le opinioni
di quell'uomo, che parla di caste e di integrazione
a condizione, dimenticando che il primo valore dell'accoglienza
e della libertà che l'Unione Europea promuove
è proprio quello della possibilità per
tutti di ricostruire una vita nuova nel nostro continente.
Un continente che sta cercando un'unità di valori
basata sull'accettazione dell'altro indipendentemente
dal suo pensiero, dal suo credo, dal suo sesso, dal
suo orientamento o la sua identità sessuale.
Negare anche uno solo di questi valori significa negarli
tutti e settarizzare l'immigrazione significa aprire
a condizioni che possono riguardare tutti noi nel processo
di integrazione europea. La libertà ha un prezzo
e le condizioni di base devono essere rispettate da
tutti: va bene ogni credo religioso, politico, ogni
appartenenza di genere, di orientamento sessuale, a
patto però che si rispetti la libertà
di ognuno! Il confronto con l'Islam alle porte del Mediterraneo
e dentro casa nostra è un argomento con il quale
tutti, anche noi omosessuali, dovremo prima o poi fare
i conti: noi per primi forse che dobbiamo confrontarci
con una cultura schiettamente omofoba come quella islamica,
dove le cose si fanno, ma non si dicono, se no ti taglio
qualcosa o ti ammazzo (la questione Egitto e le condanne
a morte in molti paesi islamici ne sono la prova concreta).
Tutto questo mentre in molti paesi europei, Italia in
prima fila, ancora dobbiamo sconfiggere la cultura cattolica
dominante che dice di tollerarci (in realtà preferisco
dire che siamo noi che tolleriamo i cattolici, laici
e prelati che siano!), ma nel contempo condanna ogni
nostra rivendicazione di diritti civili. Forse, la questione
va affrontata di petto: mascherarsi dietro al fatto
che Fortuyn dichiarava esplicitamente ciò che
molti di noi non avevano il coraggio di dire mi sembra
una questione di lana caprina, ed il fatto che abbia
deciso di essere seppellito in Italia non mi rallegra
affatto (di imbecilli seppelliti qui e anche e soprattutto
che qui ci vivono davvero e non sottoterra ce ne sono
già abbastanza). La xenofobia è odio,
e l'odio provoca solo altro odio. Abbiamo bisogno di
imparare a lavorare con chi sta cercando di cambiare
una cultura millenaria (vale la pena di leggere i piani
di lavoro dell'Ilga-Europe
che sta creando gruppi di lavoro che possano lavorare
con associazioni di omosessuali islamici… complimenti
a loro per il coraggio!), e di dimostrare che il nostro
modello di mondo lascia spazio a tutti, perché
la nostra idea di società è una società
che rigetta la tolleranza, ma crede nella libertà
di ognuno di esprimersi, a patto che sia in grado di
rispettare le differenze (tutte! Se no siamo solo ipocriti)
che lo circondano.
E se poi vogliamo preoccuparci dell'altro che viene
da noi, allora ricordiamoci tutti che se l'omofobia
islamica si esprime con la violenza fisica, l'omofobia
cattolica è altrettanto pericolosa se non di
più, poiché mascherata da tolleranza ipocrita.
Pim Fortuyn personalmente non mi mancherà.
Piero Pirotto
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