Si apre la
caccia al voto gay. Neanche fossimo una lobby potente
e determinante in un paese che sembra fregarsene dei
nostri diritti. Possiamo usare un po’ di intelligenza…
Elezioni amministrative, in particolare regionali.
Eccoci di nuovo al via, nella speranza che il segnale
che viene dall’urna possa dimostrare come questo
Governo non rappresenti la maggioranza degli italiani.
Almeno così ci auguriamo… o forse ci illudiamo.
Poco importa. La realtà e che sui giornali ed
in tv si comincia di nuovo a sentire parlare del voto
gay come qualcosa da inseguire o evitare: tutti ci vogliono
e nessuno ci prende.
A parte i soliti, nessuno nel proprio programma ha
inserito i nostri diritti tra i principi da perseguire
in caso di elezione: sono ovviamente esclusi da questo
insieme i soliti radicali ed i soliti rifondaroli, insieme
a verdi e comunisti italiani. Insomma l’estremismo
ci copre e mano a mano che ce ne andiamo verso il centro
diventiamo scomodi o dimenticati se non addirittura
nemici.
Che fare in questa situazione? La proposta che lancio
è alternativa e potrebbe incontrare il favore
di tutti: perché non votare rosa? Non sto parlando
di votare i candidati gay che sono innumerevoli nelle
diverse liste: non ho mai pensato che eleggere più
omosessuali potesse essere una soluzione, non ho mai
votato nessuno per il suo orientamento sessuale. Sto
dicendo di scegliere all’interno della lista preferita
(a patto che ne abbiate una) di votare per una donna:
ho come la strana sensazione, l’illusione o la
reale certezza che se ci fossero più donne in
politica allora le cose per noi e per molti altri sarebbero
davvero più semplici.
Le donne userebbero sicuramente di più la testa
e meno i genitali per governare, sarebbero anche in
grado di affrontare i dissensi in maniera più
costruttiva. Lesbiche, eterosessuali e transessuali
le donne in politica sono onestamente più brave
e capaci: è per questo che gli uomini da sempre
cercano di tenerle lontane.
Proviamoci seriamente allora: leggiamo la lista che
ci interessa, informiamoci su un paio di donne che vi
sono inserite e dimostriamo l’intelligenza di
gay, lesbiche e transessuali italiani. Votiamo una donna…
ecco magari non la Mussolini!
Piero Pirotto
|