approvato il progetto iselt – persone transessuali al lavoro
2003


In anteprima da questo sito vi informiamo del grande risultato ottenuto da InformaGay: approvato e finanziato il progetto ISELT – Inserimento Sociale e Lavorativo di persone Transessuali

Aspettavamo l’esito da qualche settimana, e la buona notizia è arrivata. La Regione Piemonte ha approvato e finanziato una proposta che InformaGay, insieme alla Città di Torino – Assessorato alle Pari Opportunità ed alle Politiche Educative, Associazione Formazione 80 ed al Consorzio Abele Lavoro, ha proposto nell’ambito del bando del Fondo Sociale Europeo – Misura E.1 pari opportunità. Il progetto, che abbiamo chiamato ISELT, acronimo di Inserimento Sociale e Lavorativo di persone Transessuali, ha lo scopo di costruire un vero e proprio sportello del lavoro rivolto a persone transessuali nel tentativo di cominciare a trovare soluzioni alle innumerevoli barriere che durante e dopo il percorso di transizione di genere le persone transessuali si trovano a dover affrontare. Un progetto importante che ci permetterà, speriamo, nei prossimi mesi di cominciare a lavorare concretamente per migliorare le condizioni di accesso al lavoro delle persone che stanno affrontando il percorso di transizione di genere: insomma uno dei punti cruciali per rendere migliore la vita di coloro che già affrontano moltissime difficoltà di tipo sociale e relazionale in una fase complessa. In sintesi il progetto dovrebbe: realizzare una ricerca sulla situazione attuale delle persone transessuali a Torino ed in Piemonte, predisporre una serie di strumenti di orientamento professionale e formativo per le persone transessuali, creare una serie di strumenti per favorire la conoscenza del fenomeno e delle problematiche ad esso correlate da parte del mondo delle imprese, un vero e proprio sportello di consulenza che da punto di vista sociale, di utilizzo delle strutture pubbliche (sanitarie e non), e lavorativo permetta di favorire ed aiutare le persone transessuali che stanno affrontando o hanno affrontato il percorso di transizione di genere.
Ma in questa prima presentazione è per noi importante non solo fornire i primi strumenti di conoscenza di cosa andremo a fare nei prossimi mesi (per questo presto il nostro sito ospiterà delle pagine ad hoc espressamente rivolte al progetto – anzi tornate a trovarci presto per saperne di più!), ma soprattutto sottolineare il valore di un progetto di questo genere e della sua approvazione.
Si tratta infatti per la prima volta in Piemonte, e quasi sicuramente in Italia, che un’amministrazione pubblica riconosce la necessità di operare concretamente per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di un gruppo di persone, come quello delle persone transessuali, che subiscono una discriminazione palese ed evidente senza per questo avere nessuna specifica legge positiva che contrasti tale atteggiamento.
Negli ultimi anni, molti dei servizi deputati e creati in base alla legislazione italiana sulla transizione di genere, sono stati nella nostra regione smantellati o non finanziati provocando gravi problemi nella vita concreta di ogni persona transessuale che intraprendeva questo già di per sé complesso percorso. I tagli alla sanità hanno colpito per primi proprio quei servizi che nell’immaginario collettivo non risultano di primaria importanza: da mesi. Gran parte della cura ormonale necessaria alle persone transessuali è da qualche mese diventata a pagamento e non più garantita dal servizio pubblico, a Torino il Mauriziano non effettua più interventi chirurgici da diverso tempo (pur mantenendo una lista d’attesa fantasma che assomiglia molto ad una presa in giro anche di cattivo gusto), l’Ufficio Regionale per i rimborsi delle operazioni all’estero non giustifica quasi mai il ricorso a cliniche estere per l’intervento chirurgico, i fondi per questo tipo di servizio per il reparto di Sessuologia del Mauriziano (l’unico autorizzato in Piemonte) sono sempre meno… insomma un lungo elenco di cose che non vanno.
Un progetto, per quanto complesso come questo, non potrà risolvere tutti i problemi delle persone transessuali. Ma Informagay vuole fin d’ora dare un contributo concreto di far sì che almeno alcuni di questi problemi vengano presi in considerazione dalle istituzioni pubbliche e che trovino uno spazio nella coscienza di tutti.
Speriamo di poter incidere nel concreto della vita quotidiana di molte persone che fino ad oggi hanno vissuto una difficoltà concreta solo sulle loro spalle, sfruttando insieme alla nostra rete di collaborazioni, tutte le risorse umane ed economiche a cui sarà possibile attingere.
Queste poche righe sono anche un modo per festeggiare la nostra capacità di progettare interventi e, di dimostrare ancora una volta le nostre capacità di gestione, nello spirito che da 15 anni (festeggiati da poco) anima da InformaGay.
Un modo per tentare di migliorare con un’azione concreta sul campo la condizione delle persone transessuali, lontano dai troppi dibattiti e dalle discussioni spesso sterili all’interno del movimento glbt.
Tra qualche settimana su questo sito troverete maggiori informazioni operative del progetto che si svolgerà nel corso di 12 mesi.

Piero Pirotto
Presidente di InformaGay - Torino

 
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