Così
la Consulta ha deciso ed ha bocciato solo uno dei referendum
contro l’abominevole legge sulla procreazione
assistita parto di questo Parlamento che in questo caso
sembrava una succursale di piazza San Pietro.
Ha bocciato probabilmente il referendum più
importante, quello che intendeva sancire che l’intera
legge era un insulto alla laicità ed al diritto
di ogni donna di disporre del proprio corpo un po’
come meglio crede. Forse anche l’unico referendum
che toccava da vicino i diritti delle lesbiche, perché
la cancellazione dell’intera legge avrebbe permesso
anche di non limitare l’accesso alla fecondazione
artificiale a determinate categorie.
Non sarà possibile votare quindi su tutto, ma
sull’abolizione di alcune delle parti più
reazionarie di questa legge si. L’on. Amato, nel
tentativo di una mediazione estrema, sembra aver fallito
e così in questo Parlamento non si discuterà
più di procreazione assistita e si lascerà
a tutti gli elettori la parola.
Una bella occasione per mettere insieme tutte quelle
voci che arrivano dalle più disparate parti del
paese e della cultura politica di questa Italia ferita
dal berlusconismo rampante. In mezzo a questa bolgia
noi piccoli omosessuali cosa pensiamo di fare? Le pagine
di InformaGay nei mesi scorsi hanno dato ampio spazio
ai comitati referendari, alle impressioni politiche
di ogni parte, ed alle lesbiche di questo paese sulla
questione della fecondazione artificiale. Inutile quindi
anticiparvi che nel nostro piccolo anche noi faremo
campagna referendaria. Una campagna che mira non solo
ad abolire parti di una legge ignobile, ma lanciare
un messaggio importante: questo stato deve diventare
laico rispettando la libertà di tutti e non piegando
nessuno alle scelte di altri.
Un principio banale nella sua semplicità, che
continuamente disatteso però, non lascia spesso
alzare in alto la sua voce. Un principio basilare se
vogliamo che le nostre battaglie per la rivendicazione
di diritti legittimi non vengano soffocate dalla paura
di molti di offendere il presunto potere che i cattolici
hanno nel nostro paese e la loro capacità di
spostare voti. Un modo immediato per aiutare questa
battaglia sarà allora quello di prendersi questa
benedetta domenica di voto e di godersela a fondo, tracciando
una croce su tutti i SI che ci troveremo di fronte nelle
urne e nei seggi.
Preparatevi, perché questo è solo l’inizio…
InformaGay vi vuole tutti a votare!
Piero Pirotto
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