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È
questo il messaggio che è emerso dall’incontro
tra medici e rappresentanti delle associazioni torinesi
tenutosi lo scorso 12 gennaio. Eccone un resoconto.
Già da diverso tempo, le comunità gay
di diversi paesi, anche molto vicini al nostro, si stanno
confrontando con quella che ha assunto le dimensioni
di una nuova emergenza sanitaria, cioè la diffusione,
sempre più massiccia, di diverse malattie a trasmissione
sessuale.
Diverse le cause di tale nuova escalation di malattie
che nell’immaginario collettivo hanno un qualcosa
di ottocentesco, ma senz’altro la convinzione,
completamente errata, che l’emergenza HIV/aids
sia ormai risolta, ha contribuito ad un generalizzato
abbassamento della guardia nei confronti della prevenzione
e del sesso sicuro, favorendo così la diffusione
nuova di malattie che nuove non sono affatto.
Alcune di queste malattie, particolarmente quelle che
si manifestano con piaghe e/o lesioni (ad esempio la
sifilide), inoltre, si sono dimostrate, dati alla mano,
come delle condizioni che facilitano il contagio da
HIV e, nelle persone HIV-positive, come dei fattori
in grado di indebolire il sistema immunitario e quindi
di favorire il peggioramento delle condizioni cliniche
legate all’infezione da HIV.
Inoltre, l’incremento della mobilità,
vuoi dovuta a viaggi e turismo, vuoi dovuta alla crescente
immigrazione, ha fatto sì che nuovi ceppi di
agenti patogeni provenienti da altre regioni del pianeta,
siano andate a sovrapporsi a quelli “autoctoni”,
determinando anche delle difficoltà per il trattamento
di queste nuove infezioni, spesso e volentieri più
subdole e più facilmente contraibili rispetto
all’infezione da HIV.
Questo all’estero, come si diceva prima, e in
molti paesi il movimento omosessuale si sta attrezzando
per fronteggiare questa nuova emergenza, informando
la comunità omosessuale, conducendo campagne
di sensibilizzazione, prevenzione e promozione del sesso
sicuro.
E in Italia? In Italia ci si accorge di quel che accade
sempre un po’ più tardi, e sembrava strano
che un fenomeno che coinvolge paesi confinanti col nostro,
non avesse attecchito anche da noi.
Ed in effetti, chiacchierando con i medici dell’Ambulatorio
di Malattie Infettive Sessualmente Trasmesse dell’Ospedale
Amedeo di Savoia di Torino, si scopre che anche a Torino,
e probabilmente in tutto il Paese, malattie come la
sifilide e la gonorrea si stanno diffondendo ad una
velocità altissima, e tale diffusione è
particolarmente significativa tra gli uomini che fanno
sesso con altri uomini.
Come al solito, e come già si è denunciato
ai tempi in cui si verificavano i primi casi di aids,
il silenzio e l’ignoranza non fanno altro che
favorire il diffondersi di malattie dalle quali è
possibile proteggersi conoscendole e continuando a praticare
sempre il sesso sicuro.
InformaGay, assieme ad altre associazioni di Torino,
sta mettendo in cantiere delle iniziative di informazione,
sensibilizzazione e prevenzione rivolte alla comunità
omosessuale: chi fosse interessato a darci una mano,
può contattarci (informagay@informagay.it
– oppure: franco.mittica@informagay.it).
Nel frattempo vi invitiamo a parlarne con i vostri
partner, amici, conoscenti, vi consigliamo, se avete
dei dubbi, a contattare l’ambulatorio di malattie
a trasmissione sessuale più vicino a voi ma,
soprattutto vi ricordiamo l’importanza fondamentale
del sesso sicuro.
Fatelo con chi volete, quando volete, dove volete,
quante volte volete, ma SEMPRE COL PRESERVATIVO !!!!!
(anche per i rapporti orali).
Franco Mittica
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