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Più
spazio al referendum, «tradite» le coppie
di fatto
Il presidente sarà ancora scelto direttamente
dagli elettori, ci saranno meccanismi antiribaltone,
sarà più facile per i cittadini presentare
istanze e partecipare alle scelte attraverso referendum.
Ma non solo: si introduce il garante per l’infanzia
e l’adolescenza, nascono gli organismi per le
pari opportunità e la consulta degli immigrati.
Mentre un emendamento votato in extremis cancella il
riconoscimento delle unioni di fatto. Ecco, in sintesi,
i punti più significativi dello Statuto, che
ora dovrà tornare in aula per la seconda e definitiva
lettura.
Governatore. Eletto a suffragio universale e diretto,
nomina e revoca gli assessori, i quali possono essere
consiglieri oppure esterni. Trascorsi 60 giorni dall’avvio
di discussione in aula di una proposta, il presidente
può chiederne l’approvazione. Il voto contrario
della maggioranza assoluta dei consiglieri comporta
il ritiro del provvedimento. Il presidente può
riproporlo, modificato, e ciò equivale a porre
la questione di fiducia: in caso di mancata approvazione
presidente e giunta devono dimettersi, e si va allo
scioglimento del Consiglio.
Consiglieri. Gli eletti passano da 60 a 80, scelta
sofferta e caratterizzata da molte polemiche. Per ridurre
la frammentazione e i cambi di casacca saranno necessari
cinque consiglieri (invece degli attuali due) per costituire
un gruppo.
Commissioni. Come in Parlamento, potranno assolvere
funzioni deliberanti, ossia approvare provvedimenti
legislativi, oppure redigenti, varando leggi che però
dovranno ricevere una approvazione definitiva dall’aula.
Gli organismi. Cancellata in extremis la consulta statutaria
che avrebbe dovuto esprimersi nei conflitti tra organi
regionali, e sulla compatibilità di proposte
di legge o regolamento con lo statuto stesso. Istituiti
invece il Crel (Consiglio regionale dell’economia
e del lavoro), il Consiglio delle autonomie locali (che
esprime pareri ed esercita l’iniziativa legislativa),
la Consulta degli immigrati, il Consiglio regionale
dell’istruzione e della formazione, la Commissione
per le pari opportunità, il Garante per l’infanzia
e l’adolescenza. Previste anche norme di garanzia
per l’opposizione; ogni anno si svolgerà
inoltre un dibattito sullo «stato della Regione».
La famiglia. Nella parte dedicata ai principi generali,
la Regione si impegna a favorire «riconoscimento
e sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio, orientando
a tal fine le politiche economiche, sociali e finanziarie».
Scomparso il riferimento alla possibilità di
adozione per single e coppie di fatto, comprese quelle
gay, che tante polemiche suscitò un anno fa (e
che, previsto in Statuti di altre Regioni, come la Toscana,
ha spinto il governo all’impugnativa davanti alla
Corte Costituzionale). Sancito anche l’impegno
per difendere i lavoratori da mobbing e molestie sessuali.
Tratto da “Il Mattino”
del 20/09/04
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