Servono minoranze nella polizia francese

Intervista con Olivier Maignant di Flag!, associazione di poliziotti gay e lesbiche

Olivier Maignant è presidente di Flag!, associazione di poliziotti gay e lesbiche che esiste dal 2001. A questo titolo, vuole lanciare nella polizia una campagna di sensibilizzazione sull’omofobia.

È a conoscenza di numerosi casi di omofobia nella polizia?

Sempre più. Noi abbiamo una quindicina di cause in corso. Per esempio, quella di E., una guardia di sicurezza, che, dopo il Gay Pride al quale aveva partecipato e dove aveva incrociato dei colleghi in servizio ha trovato sul suo armadietto: “sporco finocchio, egoista, depravato, frocio di merda, va a mangiare sperma altrove, inculato”, poi: “tu non sei che un povero frocio schifoso e ripugnante votato all’incontinenza fecale per te sporco omo vai a votare Delanoë povera piccola checca”. In questo affare, la gerarchia si è comportata in maniera detestabile, unicamente preoccupata per la paura di non fare troppo rumore.

Come si è giustificato l’aggressore finalmente smascherato?

Dicendo che il comportamento del suo collega al Gay Pride “era di natura tale da screditare la funzione di poliziotto”. Per certi, un collega gay sembra rappresentare un pericolo per la loro identità. Noi non abbiamo la tessa nozione di ciò che fa la nostra legittimità. Per me, risiede nella diversità: il poliziotto deve rappresentare la società nel suo insieme. Ci saranno delle storie come queste e come quella di Metz finché non si arriverà a integrare le minoranze, come fanno altri paesi europei.

Cosa cambierebbe una legge contro l’omofobia?

Per il momento noi non siamo incoraggiati a parlare. Al contrario, ce lo rimproverano. Sarebbe una rivoluzione culturale. Bisogna applicare questa legge: questo implica dare informazione, parlare nelle scuole e nella polizia. Mentre invece per il momento la questione dell’omofobia non è mai affrontata e le nostre proposte di campagna di sensibilizzazione restano lettera morta. Ma bisognerà sorvegliare che non si interpreti ogni azione contro l’omofobia come del proselitismo in favore della causa omosessuale.

Charlotte Rotman
Traduzione di “Piero Pirotto
Tratto da “Liberation” del 18/09/04

   
 
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