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Nel catanese
tiene banco un 8 marzo pro fecondazione assistita con
la partecipazione dell’Open Mind…
Un 8 Marzo diverso, che faccia riflettere, che ci riporti
indietro al 1859: a quell'8 Marzo in cui bruciarono
delle donne lavoratrici, quel giorno tragico in cui
si decretò l'avvio della "Festa della donna".
Una festa che in città è stata occasione
per aprire una discussione. Lo ha fatto il Coordinamento
donne della Cgil che, assieme al "Comitato per
i sì", ha ribadito i motivi per andare alle
urne, quando si tratterà di votare per i quattro
quesiti referendari sull'abrogazione parziale della
legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.
"La nostra preoccupazione più grande - ha
affermato Antonella Inserra, responsabile del "Comitato
per i sì", al quale hanno aderito oltre
12 mila catanesi e, ultimamente, anche l'Associazione
trapiantati - è che possa passare il messaggio
dell'astensionismo, diffuso in questi giorni, ma anche
che la coincidenza con le elezioni amministrative possa
oscurare l'importanza del referendum". Nella sala
conferenze della Cgil, tanti volti di donne con gli
allegri mazzetti di mimose in mano, ad ascoltare donne
impegnate nel sindacato, storie di coppie frenate nella
loro libertà di scelta dalla legge 40: "Quella
di oggi - ha sottolineato Aitanga Giraldi, responsabile
nazionale delle politiche per le pari opportunità
della Cgil - è una festa da dedicare alla speranza
di tante donne, alla libertà della ricerca, all'importanza
di non astenersi dal voto". Si parla di donne,
l'8 Marzo. Dei loro traumi si è parlato a Palazzo
degli Elefanti, ieri mattina, quando il sindaco Umberto
Scapagnini ha incontrato le socie della sezione catanese
dell'associazione Andos, che riunisce le donne operate
al seno, accompagnate dalla presidentessa Francesca
Catalano. Un messaggio di speranza, nel segno del ricordo,
è arrivato anche da "Open Mind", il
centro catanese di iniziativa gay, lesbica e bisessuale.
Gli attivisti del gruppo, ieri pomeriggio, hanno simbolicamente
piantato un arbusto di mimosa nelle aiuole di piazza
Roma. Un gesto che veniva ripetuto anche a Librino per
opera del centro Iqbal Masiq, a San Cristoforo lo facevano
gli attivisti del Gapa, in via di Sangiuliano le donne
di Città Felice. "Abbiamo voluto vivere
un 8 marzo che possa rendere migliore la nostra città,
con azioni concrete come quella di piantare un alberello"
spiegano Sara Crescimone e Francesco Tosto di "Open
Mind". Dare un senso a questa festa abusata e iper-commercializzata.
Ricordando i tanti esempi di donne-coraggio: dalle giornaliste
rapite in Iraq Giuliana Sgrena e Florence Aubenas a
Fanny Ann Eddy, attivista della Sierra Leone uccisa
per aver difeso i diritti delle lesbiche; dal premio
Nobel per la pace Wangari Maathai alla pacifista americana
uccisa Rachel Corrie. Attaccata all'arbusto di piazza
Roma, una targa ricordo: "Dedicato alle donne che
costruiscono percorsi di pace e di speranza".
Daniela Raciti
Tratto da “Gazzetta di Sicilia”
del 09/03/2005
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