San Valentino nel segno del Pacs: gran folla al “kiss-in” di Roma

1705 coppie si sono baciate in piazza per chiedere che il loro amore venga legalmente riconosciuto

Millesettecentocinque. Per una volta non è una cifra all'ingrosso di quelle che si sparano, arrotondando e simpatizzando, alle manifestazioni. Erano proprio millesettecentocinque le coppie (etero, ma soprattutto gay e lesbiche) che alle sei di ieri sera si sono baciate in simultanea per trenta interminabili secondi in piazza Farnese a Roma. Lo scrupolo nel conteggio numerico era necessario per poter aspirare all'ufficializzazione del nuovo record di bacio collettivo all'aperto, che il guinness dei primati non omologa senza una certificazione inoppugnabile. Ma al di là dell'esito «sportivo» dell'evento, la manifestazione di ieri a favore del Pacs (il Patto civile di solidarietà, istituto che tutela giuridicamente le coppie di fatto) è già un avvenimento senza precedenti in Italia. Chi aveva mai visto tutti insieme tanti reprobi e reprobe, almeno secondo la morale che passa il convento, decisi a uscire dall'ombra per proclamare con un semplice gesto di reciproca tenerezza la legittimità del loro amore?

Il precedente storico più significativo in proposito furono le simboliche nozze gay e lesbiche celebrate a Milano nel lontano 1992. Allora i promotori dell'iniziativa sudarono sette camicie per racimolare dieci intrepide coppie disposte a mettere la loro faccia a disposizione fotografi e cameramen. Ieri, invece, pronta a farsi immortalare, c'era un'imponente folla che riempiva tutta la piazza, in rappresentanza di almeno un milione di altre coppie «di fatto» che chiedono anche da noi i diritti di cui già godono la maggior parte degli altri cittadini Ue in analoga situazione familiare.

Quante siano precisamente le convivenze more uxorio nel nostro paese, per la verità, non è dato sapere. L'Istat, infatti, elaborando i dati del censimento del 2001 ha pensato bene di escludere da questa categoria le convivenze dichiarate tra persone dello stesso sesso. Secondo i nostri maghi della statistica si tratterebbe di dati «incongrui». Quindi, gay e lesbiche che tenevano a sottolineare il loro stato di convivenza sono stati trasferiti d'ufficio al capitolo «altre persone conviventi senza legami di parentela», in omaggio all'aureo principio secondo il quale il modo migliore di affrontare una realtà che si considera sgradevole è farla sparire.

Sarà però un po' più difficile far sparire le immagini documentate del kiss-in di piazza Farnese e occultare ancora il fatto che la parola famiglia, nel 2004, si declina necessariamente al plurale. L'istantanea dei baci nella piazza stracolma, da questo punto di vista, non lascia dubbi: gay, lesbiche, etero, giovani e meno giovani, con bambini (procreati con tutti i metodi disponibili) o senza, del nord e del sud. Senza contare poi che anche la coppia, nella complessa geografia dell'affettività familiare contemporanea, risulta spesso una semplificazione.

Tutti insieme per rivendicare con orgoglio le proprie scelte di vita e dire basta alle pretese di monopolio culturale imposte dal Vaticano all'agenda politica italiana. Come ha detto dal palco la presidente di Arcilesbica Cristina Gramolini, «Ci hanno detto che il corpo non è nostro, ma non è vero. Siamo andati molto avanti, la società non è con loro». Stesso concetto ribadito dal coordinatore della campagna per il Pacs Alessandro Zan: «L'80% degli italiani è favorevole a forme di tutela giuridica delle convivenze di fatto, contro il 25% dei politici che li rappresentano, pronti a inginocchiarsi ai diktat del Vaticano. È ora di rendersi conto che questo non è uno stato teocratico».

Franco Grillini, primo firmatario della proposta di legge sul Pacs (sottoscritta finora da 161 parlamentari), cerca di scherzarci sopra: «Perché l'Italia deve essere diversa dalla maggior parte degli altri paesi europei, compresa la cattolicissima Spagna? Perché in Italia ci sono le toghe rosse. Che non sono i magistrati, ma i cardinali, che dicono che gli omosessuali sono nocivi. Ma che tipo di omosessuali conoscono?». Grillini dà anche una notizia: da martedì prossimo, alla commissione giustizia della camera, l'opposizione darà battaglia per far mettere all'ordine del giorno la discussione sul Pacs.

La cosa più importante, comunque, è che i baci in piazza Farnese rappresentano un salto di qualità in una vicenda in corso già da molto tempo nella società italiana, fatta di scelte concrete e di persone reali che finora non hanno avuto nessuna visibilità pubblica. D'ora in avanti non più. E proprio per questo il kiss-in di ieri è stato soprattutto una festa per l'inizio di qualcosa di nuovo. Non ci si poteva augurare niente di meglio per questo San Valentino davvero speciale.

Gianni Rossi Barilli
Tratto da “Il Manifesto” del 15/02/04

 
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