La Commissione
delle Nazioni Unite sui Diritti Umani dibatterà
questi argomenti per la prima volta a Ginevra nel marzo
ed aprile 2004.
Nell’ultima sessione della Commissione delle
Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR) a Ginevra
nel 2003, la delegazione brasiliana, nello sfondo dei
lavori, propose una risoluzione intitolata “Diritti
umani ed orientamento sessuale” (E/CN.4/2003/L.92).
La risoluzione menziona la violazione dei diritti umani
ed attacchi alle libertà fondamentali sulla base
dell’orientamento sessuale, e richiama gli stati
membri a promuovere e difendere i diritti umani di tutte
le persone, per ciò che riguarda l’orientamento
sessuale. Inoltre chiede all’UNHCR ed all’Alto
Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
di indagare sull’argomento.
La risoluzione ha provocato un’immediata risposta
ostile da parte dei delegati delle nazioni mussulmane,
che hanno dimostrato apertamente la loro opposizione
anche con scherzi di basso livello sull’argomento.
La loro disapprovazione è stata condivisa da
diversi paesi africani. I delegati di molti paesi latino
americani hanno ammesso che erano inclini ad appoggiare
la risoluzione, ma che hanno deciso di non farlo a seguito
di una intensa pressione del Vaticano. Anche la Libia,
la cui elezione alla presidenza dell’UNHCR nel
2003 aveva provocato una tempesta di critiche, non ha
appoggiato la risoluzione con il risultato di renderla
l’unica risoluzione presentata nel 2003 per la
quale l’adozione è stata posticipata nella
sessione del 2004.
Tra le molte ONG presenti a Ginevra, alcune sono state
ammesse alla partecipazione al dibattito. Amnesty ha
dichiarato che il voto sulla Risoluzione “è
un test cruciale sull’impegno degli stati membri
per l’universalità dei Diritti Umani”
e che il voto contrario avrebbe significato “un
mancanza rispetto ai fondamenti della Dichiarazione
Universale sui Diritti Umani, che stabilisce che tutti
gli esseri umani hanno pari dignità e diritti
senza nessun tipo di distinzione”. L’orientamento
sessuale e l’identità di genere sono “fondamenti
che costituiscono parte di ciò che ci rende esseri
umani”. Questa posizione è stata appoggiata
dalla gran parte dei delegati dei paesi occidentali.
Nel 2003 la Conferenza dell’ILGA, la federazione
delle organizzazioni che lottano per difendere i diritti
di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, svoltasi
a Manila, ha riconosciuto la natura storica della risoluzione
brasiliana criticando il fatto che la bozza finale non
includeva l’identità di genere, dimenticando
così i diritti delle persone transessuali. I
delegati, rappresentanti ONG ed associazioni da più
di 40 paesi in tutto il mondo, hanno perciò votato
una petizione all’UNCHR perché includa
l’identità di genere nel testo della risoluzione
brasiliana che sarà dibattuta nella LX sessione
annuale dell’UNCHR che si svolgerà a Ginevra
dal 15 marzo al 23 aprile 2004. La petizione dell’ILGA
può essere sottoscritta ondine al
sito.
Durante la presentazione della risoluzione brasiliana
nella sessione annuale 2003 dell’UNCHR, i delegati
sia degli stati membri che delle ONG erano ampliamente
impreparati. Questo non accadrà sicuramente nella
sessione 2004, poiché gli stati membri che si
oppongono alla risoluzione brasiliana hanno avuto il
tempo per formare un fronte unito contro i principi
universali dei diritti dell’uomo. Dall’altro
lato, i delegati degli stati membri e delle ONG che
appoggiano la risoluzione brasiliana e che hanno ricevuto
pressioni dalle associazioni che difendono i diritti
di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, hanno assicurato
che all’UNCHR sarà ricordato lo storico
e simbolico significato di votare in suo favore. Crediamo
pertanto che il dibattito sarà pesantemente polarizzato
e molto duro in confronto a quello della sessione 2003.
Supporta anche tu la risoluzione, firmando la petizione
all’indirizzo web
Stephen Barris
Responsabile Comunicazione dell’ILGA
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