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A Venezia
dalla Germania un’altra pellicola in tema di omosessualità
La panoramica di «Orizzonti» si focalizza
sulla Germania con «Agnese e i suoi fratelli»
di Oskar Roeller, una commedia acida su tre consanguinei
assai scombinati. Hans-Jörg (Moritz Bleibtreu)
fa il bibliotecario voyeur, sempre sudaticcio e a caccia,
senza alcuna fortuna, di ragazzine. Werner (Herbert
Knaup) è un parlamentare ambientalista e scaltro
ma nei rapporti famigliari è una frana. Agnes
(Martin Weiss) condivide con i due un padre poco incline
ai legami ma non ha mai conosciuto la madre; il dissesto
formativo sui ruoli si riflette sul suo stato di transessuale
angariata dall'attuale compagno. L'eccentrica compagine,
anche per la buona scelta del cast, è resa con
gusto della mescolanza stilistica (grottesco, commedia,
mélo) e un miracoloso senso della misura che
in parte compensa l'imbarazzo a definire dove debba
parare una situazione che si vuole rapportare all'attuale
temperie tedesca.
A «Orizzonti» s'affaccia anche «Les
revenants» (Quelli che ritornano) del francese
Robin Campillo. Si inzia con un grande flusso di persone
pallide, olimpiche, docili. Sono defunti negli ultimi
10 anni che, in tutto il mondo, per una ragione misteriosa
e per un breve arco di tempo, riemergono dalla tomba.
L'Onu dà direttive sui problemi logistici e sociali.
Ma la situazione che si va a verificare in una cittadina
francese diventa presto molto tesa. I tornati non si
ambientano nel vecchio ruolo, non sono riciclabili al
lavoro.
e.p.
Tratto da “Brescia Oggi”
del 06/09/04
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