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“Il
volo della sirena”, biografia romanzata di una
transessuale che con coraggio combatte i pregiudizi
della società per dichiarare la sua identità
sessuale e affermare che il sesso è nell’anima,
non nel corpo
Transessualità, pedofilia, prostituzione, stupri:
sembra impossibile da credere, ma questi sono gli elementi
principali di una straordinaria storia d’amore.
È la vicenda, eccezionale ma vera, di Diana Casas,
transessuale colombiana nata maschio e poi diventata,
dopo un tortuoso percorso di costruzione di un’identità
sessuale, donna.
L’autrice, Liliana Giménez, compie nel
suo libro una specie di “miracolo”, riuscendo
a far ruotare intorno al tema principale (la disperata
ricerca di un amore puro, sincero, autentico da parte
della protagonista) temi di bruciante attualità
come l’intolleranza per i diversi, la discriminazione
sessuale, gli abusi sui minori nascosti e perpetrati
in famiglia.
Vittima dell’ignoranza e del silenzio, nonostante
il suo sesso maschile la protagonista trascorre l’infanzia
nella convinzione di essere femmina. Del resto, il mondo
non fa che ricordarle la sua predisposizione femminile:
il nomignolo infantile, Baby, presenta una voluta ambiguità,
i lineamenti sono femminei e delicati, i coetanei sono
incapaci di picchiarla o di insultarla, i compaesani
vogliono eleggerla Miss del quartiere e durante il servizio
militare gli uomini cercano in tutti i modi di sedurla.
Ma la famiglia le ordina di rispettare la sua natura
di uomo e la colpevolizza per le attenzioni maschili
subite.
Tuttavia, anche se imprigionata in un corpo maschile,
la sua anima femminile alla fine esplode: a 18 anni,
da Baby sboccia Diana. Cambiando sesso, Diana afferma
un nuovo modo di essere: la descrizione della sua metamorfosi
è il racconto di una nuova disposizione mentale,
non semplicemente di un cambiamento di genitali: «Ti
senti un’altra, e invece questa volta sei proprio
tu. Persino i profumi, i colori e i gusti sono cambiati».
Con questa narrazione autentica e non morbosa sulla
transessualità, l’autrice non vuole indurre
il lettore a giudicare, ma mira a far conoscere questa
tematica al di là delle barriere e dei preconcetti
che le ruotano attorno: «Ancora molta gente associa
la transessualità con la perversione, invece
di considerarla come condizione di vita. Nessuno dovrebbe
giudicare ciò che non conosce».
Ecco perché l’introspezione psicologica
è imperante nel libro: fiumi di pensieri, sentimenti,
emozioni percorrono la storia immergendoci nell’anima
delicata e sensibile di Diana.
Il libro è il trionfo della sintesi, dell’abbraccio
fra i contrari, della fusione degli opposti, infatti
debutta con una bellissima poesia, Angelo profano, tutta
costruita su antitesi e ossimori che anticipano già
la natura ambivalente della protagonista.
E non è un caso che da bambina Baby ami disegnare
sirene: donne bellissime, ma anche esseri doppi e asessuati,
come lo è lei all’inizio della sua dolorosa
ricerca.
E dopo aver disegnato per anni sirene tristi, alla
fine Baby trova il ritratto di una sirena alata. In
effetti l’origine di questo mito narra di sirene-uccelli,
e il volo finale della sirena Diana è la conquista
della sua sessualità e dell’amore tanto
cercato.
Maggiori informazioni sul
sito.
Roberto Camisasca
Tratto da “Sanihelp.it”
del 30/08/04
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