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Eugenio Spagnuolo
e Lucia Cassini alle prese con Molière, un «Vizietto»
made in Naples, i sempreverdi Bianca Sollazzo e Corrado
Taranto e molto teatro-cabaret.
Classici con brio per Il Primo, il teatro dei Colli
Aminei che per la stagione 2005/2006 ha in serbo un
cartellone all’insegna della tradizione, rivisitata
da nuovi autori e rinvigorita da qualche provocazione.
Cosa sarebbe accaduto per esempio se la Vispa Teresa,
invece che Luigi Sailer, l’avessero scritta Dante,
Carducci o Ungaretti? La risposta in «Le Vispe
Terese», spettacolo con Elio Landolfi che inaugurerà
il 20 ottobre la stagione. Il 27, poi Lucia Cassini
e Guglielmo Guidi in «La commedia dei commedianti»,
dove si mescolano stralci delle più famose opere
di Molière, da «Matrimonio» a «Il
malato immaginario». La Cassini tornerà
di nuovo al Primo dal 26 gennaio con «Io, Lucia
Cassini & Gaber», dove si esibirà accompagnata
da un'orchestra. Dal 24 novembre toccherà invece
a «Pallottole sul Vomero». con Corrado Taranto
che coniuga l’umorismo ebraico di Allen con la
comicità napoletana. Il 16 dicembre Guido Palliggiano
in «Uno scoop rosa intimo», mentre il 22
Arnolfo Petri e Rosario Ferro faranno «Vizietto
e controvizietto», spettacolo che fa parte di
una mini-rassegna di teatro gay, assieme alla commedia
«L’importanza di chiamarsi Joe» di
Joe Orton (con Arnolfo Petri, dal 2 febbraio) e «Streamers»,
sempre con Petri, dal 18 novembre 2005. La coppia Ferro-Petri
si cimenterà di nuovo assieme dal 23 febbraio
nel musical «Annella di Portacapuana», protagonista
Cinzia Oscar. E il 23 marzo arriverà «A
Chiavari si scende» con Bianca Sollazzo. Autore
della commedia che la vedrà protagonista è
Mario Brancaccio, che ha firmato anche «Vizietto
e controvizietto» e l’adattamento di «Annella»,
a sua volta sul palco con «È pericoloso
sporgersi», che chiuderà la stagione ufficiale
del teatro, il 4 maggio. Il Primo, infatti, ospiterà
anche lo spettacolo «Arezzo 29 in tre minuti»,
con «I Girasoli» (il 28 aprile) e altre
tre rassegne: «Primoclassic», «L’altro
sipario» e «Primo cabaret».
Lucia Cassini
Tratto da “Il Mattino”
del 24/07/05
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