Il costo della vita

Soldi, soldi, soldi, e cinque storie di vita. Un nuovo film nel quale un personaggio gay trova spazio nella lotta per il denaro… siamo o no una nuova nicchia di mercato?

In tono minore, perché ristretto ai 110 minuti di un film, concentrato tra amore e denaro su una galleria di cinque personaggi, «Il costo della vita» ricorda l’ambizione balzacchiana della «Commedia Umana» non solo perché vi allude lo stesso Le Guay nelle note di regia, citando soprattutto Balzac come riferimento principe per l’affresco di pensieri e sentimenti, equivoci ideali e nevrotiche frenesie di una borghesia francese di oggi di cui il denaro è la spia di un ingorgo di insicurezze affettive e sensi di colpa. L’ambiente è quello di una provincia ricca (Lione) dove vivono, magari casualmente incrociandosi, i protagonisti, in un intrigante rapporto col denaro. Da una parte, c’è l’avaro Brett (Fabrice Luchini con la sua ricca mimica svagata) di una tale meschina tirchieria da non essere mai capace di pagare un conto ma che finisce per lasciarsi sfilare soldi dalla sofisticata prostituta d’alto bordo Hélèna (Géraldine Pailhas misteriosamente elegante e bella), che cova un aggressivo rancore. E, di riscontro, c’è il ristoratore Coway (Vincent Lindon con la sua aria serenamente dimessa) nato prodigo, capace solo di sperperare il denaro, gaudioso di invitare gratis al suo ristorante chiunque incontri. E c’è il ricco Nicolas de Bremond (Claude Rich splendidamente flemmatico) maturo imprenditore coccolato dal suo badante gay (Bernard Bloch) e ormai stanco del denaro, e c’è la giovane Laurence (Isild Le Besco) ereditiera timorosa di essere concupita solo per la propria ricchezza. Il primo è deciso a svendere tutto, la seconda trova soddisfazione impiegandosi cameriera nel ristorante di Coway. Le Guay non trincia giudizi moralistici. Guarda ai caratteri tra simpatia e scanzonato sorriso, insinuando nei personaggi come nell’incrocio delle situazioni un tono struggente di fatalità e malinconia.

Alberto Pesce
Tratto da “Il Giornale di Brescia” del 01/05/04

  Regia: Philippe Le Guay -
Interpreti: Vincent Lindon, Fabrice Luchini, Géraldine Pailhas, Claude Rich, Isild Le Besco
Genere: drammatico
 
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