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Dopo il debutto
alla Berlinale, il film approda nei cinema italiani
“Basta un soffio di vento per farci volar via”:
la frase di Bernard-Marie Koltès che apre il
film ci introduce nella lunga notte di smarrimento di
Paolo. Per lui, il vento è l’agguato terroristico
a un uomo politico, che si porta via anche uno scomodo
testimone dell’omicidio: il suo compagno Luca.
Inizia con questa perdita l’angoscioso vagabondare
di Paolo nella città assediata dalle sirene della
polizia, stordito dall’assurdità di quanto
è accaduto, quasi inebetito di fronte al vuoto
improvviso e all’addio definitivo del suo compagno
di vita. Le tappe di questo dolore errante si susseguono
mostrando un’umanità indifferente, partecipante
o ostile. L’ospedale in cui il medico si oppone
alle richieste di Paolo perché non è un
“vero familiare” è solo l’inizio
di un percorso che trova anche momenti di una possibile
serenità, come l’incontro con Momo, un
ragazzo che senza conoscere il suo dolore si innamora
di lui. Accade tutto in una notte. Una sofferta notte
italiana prima dell’alba…
“Il vento, di sera” è un film che
intreccia lo sguardo sulla più agghiacciante
cronaca nera italiana, quella del terrorismo, con una
forte adesione al tema politico del riconoscimento delle
unioni civili gay e lesbiche. Ma è anche un film
che scava nel profondo dei sentimenti, descrivendo lo
smarrimento e la solitudine umana, e quei tenui fili
di solidarietà, forse d’amore, che possono
formarsi sulle soglie della disperazione.
Il film diretto da Andrea Adriatico e prodotto da Teatri
di Vita, è stato selezionato al Festival del
Cinema di Berlino, nella sezione “Forum internazionale
del nuovo cinema”, e dopo il debutto tedesco arriva
in Italia. Dopo le proiezioni di Bologna e Milano, approda
a Torino, al cinema Massimo 3, dal 5 al 7 marzo (info:
011.8125606).
Per informazioni sulle altre città e sulle relative
date: andate su questo
sito, telefonate allo 051.566330 o scrivete
qui.
Il
cast comprende Corso Salani, già protagonista
del “Muro di gomma” di Marco Risi, nel ruolo
di Paolo; e poi il giovane Fabio Valletta nella parte
di Momo, e ancora Francesca Mazza, Sergio Romano, Paolo
Porto, Luca Levi; con la partecipazione straordinaria
di Giovanni Lindo Ferretti (ex leader dei CCCP), Alessandro
Fullin (in una delle sue più beffarde interpretazioni
da cabaret) e Ivano Marescotti nella parte dell’uomo
politico ucciso nell’agguato. Soggetto e sceneggiatura
sono di Stefano Casi e Andrea Adriatico. Musiche originali
di Roberto Passuti. Distribuzione Vitagraph.
Andrea Adriatico,
regista di cinema e di teatro, vive e lavora a Bologna
dove firma le sue creazioni per la produzione di Teatri
di Vita, confrontandosi sulla scena con autori come
Pasolini e Koltès, Mishima e Copi (è rimasto
nella memoria, tra gli altri, l’esordio teatrale
di Eva Robin’s dieci anni fa nella “Voce
umana” da Cocteau). Il suo spettacolo attualmente
in tournée è “L’auto dei comizi”,
interpretato da Alessandro Fullin, irresistibile ricostruzione
surreale della conquista di Fiume da parte di D’Annunzio
a bordo di un’utilitaria. Per il cinema ha creato
alcuni cortometraggi tra cui “Anarchie, quel che
resta di liberté, egalité, fraternité”
(presentato al Festival del Cinema Gaylesbico del 2000)
e “Pugni e su di me si chiude un cielo”
selezionato alla 59a Mostra del Cinema di Venezia, presentato
e premiato in festival internazionali.
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