Poche scuole
accettano di parlare di omosessualità. E i ragazzi
scrivono e-mail al Cassero
Le chiamano le "lettere dal fronte" e la
linea di fuoco è quella su cui si combatte ogni
giorno, ogni singola ora di lezione, tra i banchi delle
scuole di Bologna. I soldati, pacifici, sono i tanti
ragazzi e le tante ragazzine gay e lesbiche. Il nemico
è il pregiudizio e l’indifferenza. Un nemico
che assume la forma degli sfottò, delle parolacce.
E che a volte deraglia, diventando vero e proprio bullismo,
con il suo contorno di violenza. Le lettere sono quelle
della nuova generazione, spedite via Internet, arrivate
al server dell’associazione il Cassero. Uno scambio
epistolare iniziato qualche settimana fa, dopo che molte
scuole si sono rifiutate di accettare le lezioni di
Progetto Scuola, incontri organizzati dai volontari
dell’associazione gay e lesbica che ha sede alla
Salara per aiutare i giovani a capire ed apprezzare
le differenze. Ci fu qualche polemica, il direttore
scolastico Paolo Marcheselli si appellò al principio
dell’autonomia degli istituti assicurando che
nelle scuole l’omofobia non trovava casa. Ma in
tanti, soprattutto fra gli studenti, sentirono che negli
istituti dove non si sarebbero tenuti i corsi sarebbe
venuta meno un’opportunità di confronto
e di crescita. Soprattutto, per chi è omosessuale,
veniva meno l’opportunità di parlare coi
propri compagni attraverso la mediazione degli operatori
del Cassero.
Alcune di quelle e-mail, ovviamente anonime e senza
riferimenti alle singole scuole, le pubblichiamo. Sono
solo un piccolo estratto di una più vasta testimonianza.
Decine di lettere di posta elettronica in cui la protagonista
è spesso l’ostilità che circonda
un giovane che manifesti la propria omosessualità.
C’è chi racconta che da quando ha dichiarato
di essere lesbica ha visto l’amica del cuore farsi
di nebbia dalla sera alla mattina. O chi arriva ad augurarsi
di ammalarsi: un semplice raffreddore, tanto per stare
a casa da scuola e non subire le angherie. «Quella
che emerge - sintetizza Mirco Lipparini, uno dei volontari
del Cassero che ha curato l’iniziativa - è
una situazione di forte disagio: appena si sa che un
ragazzo è omosessuale viene estromesso, con casi
anche di bullismo. Per questo è importante intervenire».
Le lettere della denuncia
Oasi felice
Ciao, nell’articolo stranamente non vedo citato
il Liceo Copernico, dove è docente Sergio Lo
Giudice. Mi hanno detto che all’ultima riunione
del comitato studentesco si è parlato proprio
di questo argomento, ma non sapendo nel dettaglio l’iniziativa
vi ho scritto per chiedere delucidazioni.
Scuola o inferno?
Salve! Ho letto l’articolo che avete scritto sulle
scuole di Bologna… che deprimenza! Volevo sapere
se avevate chiesto anche al [mio istituto], dato che
lo frequento. Se non lo avete fatto provateci, ce n'è
bisogno. Da quando qualcuno ha saputo della mia "schifosissima
situazione" nel giro di una settimana gli sguardi
di disprezzo che ricevevo nei corridoi si sono moltiplicati
in maniera esponenziale seguiti da commenti di disprezzo
vari ed ora vengo indicata come "La lesbica".
Beh, dato che il mio migliore amico è gay ne
hanno beccati due in un colpo solo…
Per fortuna c’è l’influenza
Sono gay, e decisamente furioso; a scuola ogni giorno
vengo pesantemente deriso perché non sembro abbastanza
maschile. Più o meno una volta alla settimana
un tale, con aria strafottetente si avvicina a me e
con un odioso atteggiamento da bulletto mi chiede "Com’è
prenderlo in culo?". "So che fai pompe ai
professori, dev’essere per questo che sai i voti"
(io non conosco nessun voto) (io non faccio pompe a
nessun prof). È questo quello che sono costretto
a sopportare 200 giorni l’anno, tranne nei fortunati
giorni in cui resto a casa per motivi di salute.
La rabbia nasce al bagno
Ciao! Non so cosa volete fare in una classe, io non
parteciperei perché di me non sa nulla nessuno
e voglio che rimanga così. Però volevo
dirvi che tutte le volte che entro nei bagni dei maschi
provo una grande rabbia, per tutte quelle scritte contro
i froci che parlano di sesso e dicono di mandare
al rogo chi è così. Perché tanto
disprezzo? Sento sempre una gran voglia di cancellarle,
ma non saprei come e potrei essere visto. Poi a che
serve?
Aperti al confronto
Sono un studente di un liceo scientifico di Bologna,
Vi scrivo poiché ho sentito parlare di iniziative
riguardanti un confronto sul tema dell’omosessualità
nelle scuole (ho anche letto questo
articolo online e visto un servizio su Rai3). Potreste
darmi qualche ulteriore informazione a riguardo poiché
avevo intenzione di scrivere un breve articolo informativo
sul mio sito. Aspetto una vostra risposta, e vi ringrazio
in anticipo!
Luca Molinari
Tratto da “Il domani di Bologna” del 30/01/04 |