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Dario Mattiello
è stato per otto anni capo della segreteria particolare
del vicepresidente del senato. “Licenziamento
surreale, sono sconvolto. Ripreso a mia insaputa ero
lì con mia sorella”…
"Sono sconvolto, mi sento un pugile suonato, sono
finito in una vicenda surreale, kafkiana". Dario
Mattiello è stato, per otto anni, e fino al luglio
scorso, capo della segreteria particolare del senatore
Domenico Fisichella. Ma ha perso il posto. Licenziato
in tronco. Che cos'ha fatto? "Nel giugno scorso
mi hanno fotografato a mia insaputa mentre ero, con
mia sorella ed altri amici, al Gay Village di Roma".
Ecco: la foto. Tutto parte da lì, fino a diventare
un caso politico, con il senatore Fisichella che declina
ogni commento affidando ad una nota il suo pensiero;
il diessino Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay,
che presenta un'interrogazione alla Camera; il senatore
verde Fiorello Cortiana che, mentre prepara adesivi
da distribuire a Palazzo Madama( La scritta: "E
se fossi un collaboratore gay?") denuncia: "E'
impensabile che uno venga licenziato perché frequenta
locali per omosessuali".
Polverone imbarazzante, sgradevole. Mattiello ne ha
parlato a caldo con un giornalista de "Il Foglio"
e poi ha preso la valigia ed è sparito per settimane.
Ieri, il rientro ("Sono appena atterrato da Madrid")
e lo sfogo. Breve, "perché c'è di
mezzo una causa legale e non posso parlare". Intenso
perché la botta è stata dura, "tra
l'altro a tre mesi dalla morte di mio padre".
Dottor Mattiello, ma è proprio sicuro di essere
stato congedato per una foto al Gay Village? Lei era
in maglietta verde, in mezzo ad altri visitatori a torso
nudo. Quel clic è finito su "Panorama"
e poi?
"Tutto è stato fatto a mia insaputa, il
25 giugno scorso. Il settimanale ha pubblicato dopo
pochi giorni quell'immagine e martedì 6 luglio
sono stato licenziato".
Causa-effetto, dunque...
"Sì, un licenziamento ingiustificato, surreale,
che lede i miei diritti. Ho mandato varie lettere sollecitando
un ripensamento che non c'è stato. Sono sconvolto,
un pugile suonato. Sono andato all'estero per dimenticare".
Ha fatto causa, vero?
"Sì, è per questo che non vorrei
addentrarmi nei dettagli. C'è un provvedimento
in corso, iniziato il 18 ottobre. Ho pensato molto,
riflettuto se tenermi dentro tutto, ma non mi è
sembrato giusto lasciar andare le cose, dovevo rispondere
a questa follia totale. Sono un essere umano".
Il senatore Fisichella ha diffuso ieri una nota nella
quale annuncia di non volere entrare in alcuna polemica
politica sulla "conclusione della collaborazione"
del dottor Mattiello. Per rispetto verso il Senato -
dice - e verso l'Ufficio del Lavoro che tratta la vicenda,
si astiene da commenti. Come pensa che finirà
questa storia. Riavrà il suo posto?
"Non lo so. Quel che so è che non rimarrò
disoccupato. Ho qualche titolo e una discreta preparazione.
Posso trovare facilmente un lavoro all'estero".
Il senatore-professore, intellettuale, monarchico,
padre fondatore di An, ingombrante a destra, più
gradito a sinistra, è infastidito. Nella ricostruzione
pubblicata da "Il Foglio" viene descritto
il momento in cui, complice una segnalazione-delazione,
è venuto a sapere dell'esistenza di quella fotografia
già pubblicata: "Prima è quasi svenuto
e poi l'ha licenziato".
Una lavata di capo al suo collaboratore, l'invito a
starsene a casa sua per tre giorni, e "preparare
una relazione scritta", poi la decisione. Mattiello
apprende da un collega che tira un'aria brutta: "Guarda
che ti licenzieranno". La lettera, puntuale, arriva:
"Caro signore, riteniamo conclusa la sua collaborazione
con il Senato". Perché? Perché sospettato
di essere gay e non sta bene? Perché si può
essere gay ma è poco opportuno farsi vedere,
d'estate, in mezzo a uomini a torso nudo? O la sua presenza
al Gay Village non c'entra nulla ed è stato licenziato
sulla base di valutazioni professionali?
Ieri, all'ora di pranzo, chi ha visto Fisichella l'ha
trovato di cattivo umore, nonostante gli sforzi per
buttarsi alle spalle le polemiche. Qui qualcuno specula
- avrebbe detto ai suoi - Non esiste nessun caso Mattiello.
Non ho discriminato nessuno, né verbalmente né
per iscritto. Facciano pure le interrogazioni che vogliono.
Io non parlerò di questa vicenda, ho dei doveri
nei confronti del Senato.
"Mattiello ha paura - assicura Grillini - non voleva
i riflettori addosso, non ci è abituato".
Tant'è, ormai lo stesso Grillini ha presentato
un'interrogazione ai ministri del Welfare Maroni e delle
Pari Opportunità Prestigiacomo. Vuol sapere da
loro se "sia stata attuata una discriminazione
di un lavoratore in base al suo orientamento sessuale",
se sia stato violato "anche lo statuto dei lavoratori"
e ignorato l'articolo tre della Costituzione ("Tutti
i cittadini hanno pari dignità sociale...").
"Buttiglione, dopo quel che ha detto - si lamenta
Grillini - fa il ministro mentre il povero Mattiello
ci ha rimesso il posto".
Fiorello Cortiana, senatore verde, aspetta al varco
Fisichella, "collega che stimo e che ha preso una
decisione sorprendente". Nel primo pomeriggio,
boatos di un "agguato": "Vedrete, Cortiana
chiederà in aula spiegazioni a Fisichella che
presiede la seduta...". Non è andata così.
Al posto del senatore di An, impegnato nella presentazione
di un libro, si è presentato Lamberto Dini che
ha subito chiarito, a nome di Pera, che il caso Mattiello
non era in agenda. Cortiana comunque insiste: "Le
discriminazioni sul lavoro sono inammissibili. Ho scritto
a Fisichella perché riveda la sua decisione.
Tra l'altro Dario Mattiello era andato al Gay Village
con la sorella e alcune sue colleghe mi hanno detto
che non è gay...".
Alessandra Longoe
Tratto da “La Repubblica”
del 10/11/04
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