Il sogno di Lucilla

A Bologna cominciano le operazioni per il cambiamento di genere. La storia di Lucilla, la prima Faentina che utilizzerà la struttura emilana…

Domani (19 ottobre ndr.) è un grande giorno per Lucilla. Da oltre una settimana sua madre le ripete: “Hai fatto le valige? Guarda che lunedì si avvicina...”. E lei, rassicurante: “Ma mamma non si va in crociera, vedrai che sarà tutto pronto al momento giusto”. Lucilla, Lucy per gli amici, dichiara 24 anni. E’ bionda, occhi azzurri, alta 1.78, si distingue per un fisico longilineo e una femminilità “dentro” da fare invidia ad una modella. Dentro, perché fuori, all’anagrafe è ancora uomo. Nessuno lo direbbe a guardarla: modi gentili, pelle di rosa, mani affusolate. Ma è un transessuale, cioè convivono in lei sia gli aspetti femminili (predominanti) che quelli maschili (gli organi genitali).

Sarà la prima faentina a sottoporsi a “penectomia”. Grazie alla chirurgia cambierà sesso, identità e vita. L’operazione sarà eseguita dall’equipe del professor Martorana nella clinica Malpighi di Bologna, che da circa un anno esegue in media due interventi di questo tipo al mese. Contestualmente le verranno “costruiti” gli organi genitali femminili, tappa fondamentale per modificare anche la carta d’identità. “L’autorizzazione del tribunale di Ravenna l’ho ritirata giovedì scorso - rivela -: lunedì inizia il ricovero. Sarò accompagnata da mia madre. Incontrerò l’anestesiologa, farò gli esami di rito, ed entro la settimana mi opereranno. La degenza dura 15 giorni, in sala operatoria starò dalle 6 alle 7 ore”.

E’ un momento delicato. In lei convivono ansia, grinta e felicità.

Ma come si arriva a questo tipo di interventi?“

Se hai i soldi fai quello che vuoi subito: io mi sono rivolta all’Ausl, che finanzia con 20mila euro”.

Quindi lo passa la mutua?“

Sì in Emilia-Romagna è possibile, sebbene piuttosto complicato, con tutta una serie di carte bollate e giudice che si deve esprimere”.

Quando è cominciato il percorso?

“Nel 2000 mi sono rivolta al Mit (Movimento identità transessuale) di Bologna. Poi si sono susseguiti incontri e visite con psicologo, endocrinologo, ginecologo. L’iter è iniziato da lì. Mi ricordo ancora il primo giorno nella loro sede: conobbi un bel ragazzo, muscoloso e molto peloso. Rimasi sbigottita quando mi confessò che aveva dei problemi con le mestruazioni. Allora è possibile, mi sono detta: lui da donna, era diventato uomo”.

Quali condizioni devono essere riconosciute?

“Sono fondamentali le certificazioni degli specialisti. La psicologa mi ha sottoposta a test sull’identità. Ha voluto sapere i miei sogni, in realtà veri incubi notturni dove vedevo un seno bionico, ed io che mi facevo operare da macellai”.

Per l'anagrafe come si procede?“

Dopo l’operazione, la documentazione, fornita dalla clinica, va inoltrata al tribunale: i tempi sono di circa sette mesi. Nelle pratiche mi segue un avvocato di Cesena: anche lei prima, era un uomo, con prole”.

Incuriosisce il risultato dal punto di vista, diciamo tecnico...

“Viene asportato l’organo maschile, compresi i testicoli, ma una parte (glande e sacca scrotale) è riutilizzata per creare quello femminile, che sarà dotato di tessuti molli. L’equipe di Bologna si distingue per la profondità che riesce a dare a vagina e utero”.

Sessualmente?

“Dovrei avere un’ipersensibilità clitoridea: mi auguro rapporti con il mio fidanzato molto inciuciosi”.

Cos’altro occorre fare?

“Da tre anni mi sto sottoponendo ad una cura a base di progesteroni, estrogeni ed antitestosteroni, quest’ultimo ormone serve a ridurre la virilità e l’aggressività, tipicamente maschili. A maggio aumenterò anche il seno, spero all’ospedale di Faenza”.

E la barba?

“Ho scelto il processo di elettrocoagulazione del bulbo pilifero. Non cresce più”.

Sul lavoro?

“Tutto ok: ho un sacco di amici e molte soddisfazioni. Sono fortunata, perché la mia è un’attività creativa, nell’artigianato tessile: decoro tessuti e mi definisco un’operaia della moda”.

Francesco Donati
Tratto da “Corriere della Romagna” del 18/10/2004

 
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