Un tesoro gay sparisce nella spazzatura ticinese

Sparisce una collezione di un noto artista gay: la ritrovano nella spazzatura

Il pittore, scrittore e filosofo di origine baltica Elisar von Kupffer (1871-1942) deve senz’altro rigirarsi nella sua tomba. Questo precursore del movimento gay ed autore di una delle prime opere consacrate all’omosessualità («Lieblingsminne und Freundesliebe in der Weltliteratur») ha vissuto dal 1927 al 1939 a Minusio, alle porte di Locarno, sulle rive del Lago Maggiore. Il comune ticinese – al quale l’artista tedesco aveva legato una parte imprtante delle sue opere nonché la sua estravagante villa di maestro, trasformata in seguito in un centro culturale battezzato “Elisarion, aveva graziosamente prestato diverse dozzine di disegni, di tavole ed opere dell’artista agli organizzatori di un progetto culturale sull’AIDS presso un centro di informazione gay a Massagno, vicino Lugano. Il prestito risale al 1998.

Tre anni più tardi, quando la collezione doveva essere inventariata, i responsabili dell’Elisarion e il municipio di Minusio hanno chiesto la restituzione degli oggetti. Diverse richieste ed intimazioni scritte sono rimaste lettera morta. È soltanto nel maggio scorso che un professore di musica e curatore dell’Elisarion ha avuto l’enorme sorpresa di ritrovare diverse dozzine di quadri e disegni firmati Elisar von Kupffer sugli scalini di una discarica a Locarno. Un’inchiesta aperta dalla polizia ticinese ha infine permesso di ritrovare 72 pezzi, ma una sessantina di questi mancano comunque. Chiamata a giustificarsi, la firmataria del contratto di prestito era misteriosamente scomparsa dalla circolazione ed il Ministero degli Interni ticinese non aveva ritenuto il delitto di natura penale nei confronti della negligente signora., non lasciando alle autorità di Minusio che la sola via di far euna causa civile. Nel frattempo, il caos si era un po’ ingrandito sull’odissea delle opere di von Kupffer. La collezione era stata abbandonata nel luogo dopo l’esposizione di Massagno e la proprietaria dei locali, poco sensibile all’espressione artistica ed ai toni risolutamente “rosa” del tedesco, aveva giudicato che la mercanzia era giusta appena per la spazzatura. È la che era stata recuperata da un quidam per arrivare, in parte almeno alla discarica di Locarno.

Nicole della Pietra
Tratto da “Le Temps” del 20/09/04

 
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